VENEZIA – Non dormire a sufficienza espone i giovani a molti rischi, che vanno dall’essere meno reattivi al volante alla possibilità di mettere in pratica comportamenti aggressivi e autolesivi. E non è tutto, perchè i ragazzi che dormono meno di sei ore per notte hanno un rischio triplo di suicidio rispetto ai coetanei che dormono di più. L’allarme passa da studi (uno degli ultimi è stato fatto a Boston considerando 67.000 studenti) e moniti di esperti, e la preoccupazione resta alta perchè purtroppo è cosa assodata come sempre più spesso gli adolescenti dormano poco e male perchè sono molto spessi connessi in rete, anche di notte, e spesso si svegliano apposta per controllare le notifiche Wahtsapp e magari per rispondere, e non hanno quasi mai un sonno lungo e riposante. È per cercare di rimediare a questo ‘male’ moderno che da Padova parte una campagna per sensibilizzare tutti (i giovani e i loro genitori in particolare) sull’importanza del sonno. Ma non solo di quello. La campagna si intitola “Le Tre Regole d’Oro“.
Ma quali sono le tre regole imprescindibili per tentare di arginare l’overdose di social che impera? Dormire, saper attendere e silenzio digitale. Regolette da mettere in pratica fin da piccoli, possibilmente da quando di hanno ancora 4-5 anni. A lanciare la campagna è il Comune di Padova in collaborazione con Fondazione Novella Fronda. Si tratta di un progetto, spiega una nota, che ha preso forma nei mesi scorsi con eventi pilota per educatori, insegnanti, genitori e cittadini a cui si sono affiancati cartelloni stradali per sensibilizzare e informare la comunità. La campagna vuole promuovere, in tutte le fasce d’età e in ogni contesto sociale, “la consapevolezza di quanto sia importante, per ogni essere umano, il rispetto” di quelle tre regole.
“Ci siamo accorti tutti del grande disagio che stanno vivendo gli adolescenti e le loro famiglie: bullismo, violenza singola o di gruppo, incapacità di relazione, attaccamento morboso ai social che diventano l’unico elemento di mediazione con la realtà”, spiega l’assessore comunale alle Politiche educative Cristina Piva, citando studi secondo cui “queste situazioni difficili hanno una genesi lontana nel tempo e che si può evitare di arrivare all’insorgenza dei problemi adottando semplici regole fin dalla primissima infanzia”. Il settore educativo e scolastico del Comune farà la sua parte con incontri per le famiglie tra scuole d’infanzia e nidi per “disseminare queste regole d’oro pensando a un movimento culturale che si sviluppi autonomamente all’interno della società“. Questo perché “non bastano ulteriori regole, penso ad esempio al divieto dei social per i minori di 16 anni, serve un movimento culturale che costruisca una alternativa ad un futuro che per certi versi ci appare distopico”, aggiunge l’assessore alla Cultura Andrea Colasio.
Le tre regole “fanno quasi tenerezza nella loro apparente semplicità, ma sono un formidabile punto di partenza per fare in modo che il futuro sia a misura d’uomo e non di macchine sempre più sofisticate”, aggiunge Colasio. Un esempio dei gravi fattori di rischio che possono insorgere a causa della deprivazione di sonno, sono confermati dallo studio condotto a Boston su oltre 67.000 studenti tra i 13 e i 17 anni: in particolare i rischi maggiori riguardano la guida pericolosa, l’uso di droghe, comportamenti aggressivi, autolesivi e suicidi. Per fare un esempio, i ragazzi che dormono meno di sei ore per notte hanno un rischio triplo di suicidio rispetto ai coetanei che dormono di più. Uno studio condotto su oltre 84.000 bambini giapponesi, pubblicato su Jama Pediatrics, ha rilevato che nei maschi un’esposizione prolungata agli schermi a un anno di età è associata ad un maggior rischio di ricevere, a tre anni, una diagnosi di disturbo dello spettro autistico. In questo contesto, “Le Tre Regole d’Oro” non si limitano a descrivere i danni, ma puntano a prevenirli.







