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Renzi sommerso dai social, il tweet al veleno di Enrico Letta…

Scontati gli attacchi degli avversari politici. Ma tra gli arrabbiati, molti si confessano simpatizzanti proprio del movimento che fa capo a Renzi
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ROMA – I social erano stati il punto di forza di Matteo Renzi, quando si e’ affacciato sulla scena politica nazionale. Anche per questo, il giorno dopo la sua decisione di aprire la crisi di governo, non c’e’ condanna piu’ impietosa ed esplicita di quella che arriva dalla rete.
Per capirlo e’ sufficiente una rapidissima occhiata al profilo facebook, quello che Renzi ha sempre vantato come il piu’ seguito della politica italiana, punto di riferimento per oltre 1 milione e 100 mila follower. Dei quasi 50mila commenti alla diretta della conferenza stampa, la stragrande maggioranza e’ ferocemente contraria alla scelta compiuta.
Scontati gli attacchi degli avversari politici. Ma tra gli arrabbiati, molti si confessano simpatizzanti proprio del movimento che fa capo a Renzi. A scorrere le motivazioni, risulta incomprensibile in primo luogo l’opportunita’ della crisi adesso: al di la’ delle critiche nel merito al governo Conte, e’ il dato che prevale nei commenti piu’ articolati.
Annalena Liverani, ad esempio, spiega: “Io che sono stata da sempre una sostenitrice di Renzi oggi mi sono trovata spiazzata: questo Renzi non lo conosco più, e’ uno sconosciuto che non ama l’Italia e da in questo triste/tragico momento il colpo di grazia a noi italiani. Potevano esserci dei motivi di disaccordo ma non era questo il momento di creare una crisi. E’ una mossa irresponsabile!”
Anche Gianluca Vichi confessa tutta la sua delusione: “Caro Matteo, – scrive – ti ho sostenuto convintamente quando sei stato segretario del PD e, come me, tanti altri per la novità portavi. Oggi scappi dalle tue responsabilità in un momento drammatico per il nostro Paese perché prigioniero del tuo smisurato ego“.
L’altro tasto dolente e’ l’incoerenza delle posizioni assunte da Italia viva. Su twitter viene rilanciato il tweet che lo stesso Renzi scrisse da segretario del Pd, con il qualesi rammaricava che ancora nel 2017 ci fossero “piccoli partiti a porre veti”. Ironia della sorte, e’ stato poi lui a porrei veti, a capo di un piccolo partito.
La circostanza e’ oggetto di una sottolineatura al veleno da parte di Enrico Letta, celebre vittima del ‘rottamatore’ che ne prese il posto a Palazzo Chigi all’insegna dell’hashtag #Enricostaisereno. Letta, a dire il vero, non pronuncia neppure il nome del suo storico rivale. Si limita a osservare che si tratta di “una crisi provocata dal partito più piccolo, 2,5% nei sondaggi. E’ un record, anche in Italia”, dice l’ex presidente del consiglio, rilanciando stralci di un’intervista a Cnbc.

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