Lombardia, ‘sanità ospedalocentrica, così non va’: Moratti affonda la legge Maroni

letizia moratti
Per la neo assessora regionale al Welfare la pandemia ha messo in luce "tutte le criticità" del sistema sanitario della Lombardia
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Di Maria Laura Iazzetti e Nicolò Rubeis

MILANO – La neo assessora regionale al Welfare Letizia Moratti, nel corso della sua prima riunione con i sindaci dei capoluoghi lombardi, tira dritto sulla revisione della legge sanitaria numero 23 del 2015, la cosiddetta Riforma Maroni. Nel vertice, la neo vicepresidente di Attilio Fontana ha ribadito la volontà di intensificare il dialogo con i territori affondando la legge firmata dal predecessore di Attilio Fontana. Una dichiarazione di intenti che sarà verificata dalle mosse che farà la Moratti nei prossimi giorni. Per l’assessora, come riferiscono alla ‘Dire’ fonti presenti alla riunione, “qualcosa di buono c’è” ma la pandemia ha messo in luce “tutte le criticità” del sistema sanitario. Soprattutto per quanto riguarda la mancata attivazione della medicina di territorio, in un “sistema ospedalecentrico”, dai limiti “chiarissimi”.

Da parte loro, i sindaci dei capoluoghi lombardi hanno presentato il documento di revisione alla legge 23, votato all’unanimità dall’Anci Lombardia. Una bozza, che era già stata presentata lo scorso dicembre, molto simile a quella redatta da Agenas (Agenzia Nazionale per i servizi sanitari Regionali, ndr), dove si chiede di investire sul territorio e di centralizzare le funzioni di gestione dei servizi sanitari. La Moratti prenderà ora contatto con le Ats lombarde, come annunciato nel giorno del suo insediamento. Ma la priorità resta quella di rivedere la riforma Maroni.

LEGGI ANCHE: Sanità, più privato e meno territorio: il ‘modello Lombardia’ spiazzato dal Covid-19

LEGGI ANCHE: Coronavirus, Capelli: “La Lombardia paga una riforma sanitaria fatta a metà”

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»