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VIDEO | Fight club all’aperto, i giovani se le danno in piazza

La riflessione di Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta e direttore dell'Istituto di Ortofonologia (Ido): "Con le risse scaricano la rabbia, gli adulti devono dare il buon esempio"
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ROMA – Cosa c’è dietro le maxi risse che da settimane coinvolgono decine, a volte centinaia, di ragazzi in varie città italiane? Prima Roma, poi Gallarate, Parma, Modena, e sarebbe successo anche ad Ancona se non fosse stato per l’intervento tempestivo dei carabinieri. I ragazzi organizzano l’appuntamento sui social, si incontrano, se le danno, si riprendono con il cellulare e poi pubblicano, a futura memoria.
“Abbiamo due problemi di fondo– spiega Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta e direttore dell’Istituto di Ortofonologia (IdO)– uno è che purtroppo l’aggressività nei giovani cresce fin da quando sono piccoli e, col passare del tempo, diventano situazioni complicate da contenere”. Poi ci sono i tanti mesi di lockdown: “Abbiamo detto più volte che tenere i ragazzi chiusi in casa avrebbe potuto portare a due tipi di situazioni diverse- sottolinea Castelbianco- e si sono verificate entrambe: da una parte c’è il grande problema dei ragazzi che hanno paura di uscire di casa, i ritirati sociali, e dall’altra ci sono quelli che escono ma lo fanno in modo aggressivo, ossia per scontrarsi e scaricare in violenza quello che provano dentro casa, tutte le difficoltà accumulate che non sono state affrontate in modo sano”.

Le liti in famiglia, la convivenza forzata con i genitori, le scuole chiuse, la mancanza di relazioni, è lo scenario in cui da quasi un anno si trovano a vivere gli adolescenti. “Il problema vero è di fondo- dice lo psicoterapeuta- cioè far sì che non cresca nei ragazzi il desiderio della violenza per dare corpo alle proprie difficoltà emotive, relazionali, alla difficoltà di stare con sé stessi, perché i giovani non sono capaci di farlo. I ragazzi si vivono male ed è un problema grande che va affrontato dagli adulti“. Non solo “sarebbe opportuno poi che gli adulti smettessero di urlarsi addosso, soprattutto in televisione, di essere prepotenti l’uno con l’altro. Questo modo di comportarsi può essere preso come esempio- dice Castelbianco- se anche in Parlamento si assiste a scene in cui i politici si insultano e si picchiano come si fa poi a pensare che il problema siano le risse tra giovani?“, si domanda lo psicoterapeuta. Allora “è opportuno che noi adulti facciamo una riflessione che possa portare a un passo indietro rispetto a questi comportamenti spiacevoli. Dobbiamo essere noi a far fare marcia indietro anche ai giovani”, auspica il direttore dell’IdO. Perché limitarsi ad additare i ragazzi elencando i loro comportamenti sbagliati “non è un comportamento da adulti”, conclude Castelbianco.

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