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Crisi governo, Prodi: “Oggi primo giorno che sono davvero preoccupato”

"Sono convintissimo che se Conte andasse di fronte al Parlamento gli potrebbe anche andare bene".
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ROMA – “Oggi è il primo giorno che sono davvero preoccupato. Non è possibile con i problemi che abbiamo: il recovery fund, i profughi in Bosnia, in Libia, dobbiamo prepararci per il G20. Vuol dire che un paese rinuncia a sé stesso. Quando succedono queste cose non è una semplice dimissione. È il paese che si dimissiona”. Così Romano Prodi poco fa su Rai Radio1 a Forrest, condotto da Luca Bottura e La Laura. Audio e podcast

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Poi sul Recovery fund: “Dobbiamo organizzarlo il Recovery fund. Sono moltissimi soldi. Dobbiamo cambiare l’Italia. Dobbiamo fare delle riforme e dobbiamo controllare come spendiamo questi soldi perché creino sviluppo. Dobbiamo creare una struttura presso il Governo, ma deve avere una struttura forte, un comitato, rinforzato da consulenti esterni che sorvegli che i soldi vengano spesi bene. Ma come si fa con i problemi che abbiamo a fare questa commedia che dura già da un mese? Io sono sgomento”.

Ancora sull’ipotesi di un governo tecnico: “Il Governo non può essere tecnico. Quando è tecnico poi diventa politico”. Su Renzi: “Perché rompere quando sono state accettate anche parzialmente le tue proposte? Perché alzare sempre l’asticella? Vuol dire che voleva rompere. Quando uno mette la sigla CIAO, vuol dire che vuole rompere”.

Sugli scenari futuri: “Alla fine, in qualsiasi modo si svolga, questa crisi deve andare di fronte al Parlamento. Sono convintissimo che se Conte andasse di fronte al Parlamento gli potrebbe anche andare bene“.

Infine, in risposta a Bertinotti (che ieri a Un giorno da pecora, sempre su Rai Radio1 ha detto che Prodi si sente ancora in colpa): “Sì, di non essere stato un po’ più cattivo prima”.

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