Libia, Haftar non firma il cessate il fuoco. Erdogan: “Pronti a infliggere una lezione”

"La situazione in Libia è complessa e difficile per tutti": dice intervenendo a Radio anch’io la viceministra degli Esteri Marina Sereni
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ROMA – “Pronti e determinati” a ottenere la vittoria: così oggi le forze che fanno capo a Khalifa Haftar, il generale che da aprile conduce l’offensiva su Tripoli.

Della prosecuzione dell’impegno militare si legge in un messaggio diffuso sui profili social dell’Esercito nazionale libico (Lna) poche ore dopo la partenza dell’ufficiale da Mosca, dove si trovava per un negoziato con il primo ministro tripolino Fayez Al-Serraj su una tregua promossa da Russia e Turchia.

In un altro post diffuso sui social un portavoce della Lna ha sostenuto che “mani libiche non avrebbero mai potuto firmare” l’intesa in discussione, sottoscritta invece ieri dal capo dell’esecutivo rivale.

Sugli incontri di Mosca è tornato oggi il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov. “A bombardare la statualità libica è stata la Nato” ha detto in riferimento all'”avventura” del 2011, culminata nell’uccisione di Muammar Gheddafi e proseguita con fasi alterne fino a oggi.

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ERDOGAN: PRONTI A INFLIGGERE UNA LEZIONE AD HAFTAR

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha minacciato oggi di “infliggere una lezione” a Khalifa Haftar qualora il generale libico dovesse proseguire la sua offensiva contro Tripoli. Il capo di Stato ha rilasciato le dichiarazioni parlando di fronte ai deputati del suo partito Giustizia e sviluppo (Akp). Erdogan ha detto: “Non esiteremo a infliggere al golpista Haftar la lezione che merita se continuerà il suo attacco al governo legittimo e ai nostri fratelli in Libia“. La Turchia è schiarata in sostegno dell’esecutivo tripolino guidato da Fayez Al-Serraj e riconosciuto dall’Onu. Haftar si è finora rifiutato di firmare una proposta di tregua patrocinata da Ankara e Mosca.

SERENI: CONFERENZA BERLINO PUO’ OTTENERE RISULTATI

La mancata firma di Haftar al cessate il fuoco conferma che la situazione in Libia è complessa e difficile per tutti, facendo giustizia di alcune semplificazioni che abbiamo ascoltato nei giorni scorsi”. Lo dice intervenendo a Radio anch’io la viceministra degli Esteri Marina Sereni che aggiunge: “Oggi c’è però una novità importante, oltre all’Italia e all’Europa anche Russia e Turchia sono impegnate per ottenere lo stop alle armi e condurre al negoziato i due protagonisti”.

Ciò, spiega Sereni, “apre una prospettiva diversa per la conferenza di Berlino che, come Italia, in questi mesi non abbiamo mai smesso di chiedere che venisse convocata il prima possibile, in quanto è il luogo in cui la comunità internazionale può certificare l’impegno di tutti a rispettare l’embargo delle armi e a sostenere il tentativo di soluzione negoziale guidata dall’Onu”.

 

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14 Gennaio 2020
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