In Algeria il Capodanno berbero diventa festa nazionale

ROMA – In Algeria la minoranza etnica dei berberi (anche noti come Amazigh) festeggia lo Yennayer, il Capodanno, e questo nuovo 2968 comincia già molto bene, perché il governo dell’Algeria ha deciso di riconoscerne l’inizio come festività nazionale.

Giovani e adulti hanno potuto restare a casa da scuola e dal lavoro, mentre le istituzioni locali hanno organizzato anche spettacoli e iniziative pubbliche che si accompagnano alle parate equestri e ad altri giochi tradizionali.

Non mancano le tavolate in famiglia dove figurano tante varietà di couscous a base di pollo e dolci tipici.

Questo segnale di apertura di Algeri è dettato dalla necessità di pacificare l’irredentismo berbero, riesploso di recente dopo il “no” del parlamento a una proposta di legge con cui introdurre la lingua berbera nelle scuole.

D’altronde l’Algeria accoglie la più grande comunità berberofona dei Paesi del Maghreb: 10 milioni di persone, che rappresentano un quarto della popolazione totale. In larga maggioranza i berberi vivono nella regione orientale della Kabilia.

La festa di Yennayer – che vuol dire ‘abbondanza‘ – viene celebrata con danze e canti molto antichi, in cui le donne sfoggiano abiti colorati in cui prevalgono il giallo e il rosso. Cantano anche quelle che preparano il couscous, rimestandolo in piatti ampi con le mani pregne di olio d’oliva.

 

Il calendario berbero, cadenzato dai ritmi della terra come quello giuliano dai cui trae ispirazione, considera come anno zero la salita al trono d’Egitto del faraone berbero Shoshenq Primo, corrispondente al 950 a.C. Per molto tempo è rimasto da parte, poi intorno alla metà del secolo scorso il movimento indipendentista lo ha rispolverato, come elemento importante per riaffermare l’identità di un popolo che abita nel nord dell’Africa ben prima dell’arrivo degli arabi.

14 Gennaio 2018
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