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Dalle borgate al riscatto, online il docu-reportage che racconta lo sport a Roma

Il progetto, Roma Sport Sociale, racconta le realtà della Capitale e le sue "buone pratiche" in 6 episodi

Pubblicato:13-12-2022 17:32
Ultimo aggiornamento:13-12-2022 17:32

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ROMA – Cinque luoghi, sei storie e sei puntate. Sono questi i numeri di Roma Sport Sociale, il docu-reportage realizzato da Sportmemory con il supporto della Regione Lazio, che da oggi è online su sportmemory.it con le prime due puntate.

Un viaggio alla scoperta di spaccati della Capitale che nello sport hanno trovato una rinascita a volte, una salvezza spesso e un’identità di gruppo sempre. Con la regia di Marco Panella, direttore editoriale di Sportmemory e autore del docu, il progetto ci porta nella periferia di Roma, il centro di tutto nella vita di ragazze e ragazzi da più di una generazione.

LE STORIE

Dalla storia della Team Boxe Roma XI, che in un capannone comunale abbandonato ha messo in piedi un polo di eccellenza del pugilato italiano al Campo dei Miracoli di Corviale. Poi ancora il playground Ancilotto al Celio, dove giovani protagonisti della vita musicale e artistica della Capitale si ritrovano per giocare a street-basket.


E ancora l’Oratorio salesiano Don Bosco al Tuscolano, unica struttura sportiva di base  in un quartiere che raccoglie 300mila abitanti o il campo di Montespaccato, che, affidato all’Asp Asilo Savoia, è diventato specchio del riscatto  di chi vive quel territorio.

E, infine, le grandi vasche che hanno accolto il nuotatore non vedente Federico Bassani. Grazie all’Asp S. Alessio, ha conquistato autonomia e, dopo le Olimpiadi di Tokyo, punta a quelle di Parigi. Sono questi i temi e le storie (anche personali) dietro ogni episodio, sui quali Sportmemory, la regione Lazio e Sport e Salute provano ad accendere i riflettori.


LO SPORT COME DIRITTO DI TUTTI

“Questa è una bellissima iniziativa”, dichiara Vito Cozzoli, presidente di Sport e Salute, fortemente convinto di come “la narrazione sia una parte fondamentale dello sport”, per “fare inclusione, coesione, creare una connessione identitaria”. In questo contesto nasce Sport e Salute, la società dello Stato che promuove lo sport e i corretti stili di vita, soprattutto “nelle strade e nelle piazze, dove lo sport non è ancora un diritto, ma dove deve diventare tale indipendente dal censo e dalla condizione economica”. Un impegno quotidiano anche per Roberto Tavani, delegato allo Sport della regione Lazio. “È una grande opportunità per la regione quella di andare nei luoghi più significativi rispetto alle progettualità della regione Lazio per narrare cosa abbiamo messo in piedi”, assicura Tavani.

“Spesso lo sport arriva dopo qualche altra cosa- aggiunge- progetti come questi ci aiutano a riaffermare la sua centralità, una centralità che è anche economica. Questo progetto ci da anche la possibilità di mettere un punto, un blocco di partenza per un nuovo inizio rispetto ad alcune progettualità che rappresentano delle buone pratiche che potrebbero essere trasferite oltre la regione Lazio e oltre i confini nazionali”. Ne è l’esempio “Montespaccato, una società sportiva che nasce da un progetto sulla legalità e che ha fatto capire a tanti cittadini di quella zona come lo Stato possa fare meglio della criminalità organizzata e possa dare a un quartiere i valori veri dello sport”.

E così Roma Sport Sociale, come spiega il regista Panella, “racconta luoghi romani che sono un intreccio di storie, emozioni e situazioni critiche e in cui lo sport agisce come moltiplicatore di benessere sociale”.

Dopo il lancio di oggi, i prossimi episodi, due alla volta, saranno disponibili online il 15 dicembre e il 17 dicembre. Le sei puntate saranno pubblicate anche sui canali istituzionali della Regione Lazio e su quelli di Sportmemory. 

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