Salvini si prende parlamentari del M5S? Rispuntano i “Responsabili”

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ROMA – Una corsa contro il tempo. Per il leader della Lega, Matteo Salvini, far cadere il Governo Conte è questione di vita o di morte. Gli ultimi sondaggi, infatti, registrano il calo del Carroccio. Resta il primo partito vero, ma il trend segnala una discesa. Significa che non si può tener botta ancora lungo, che gridare e fare dura opposizione non basta a mantenersi i consensi, che vanno capitalizzati al più presto con le elezioni. Da parte della maggioranza di Governo si lavora per durare il più possibile. Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, davanti alla direzione del partito ha spiegato le ragioni che oggi, più di ieri (quando è nato il ‘Conte 2’), spingono a rafforzare l’alleanza col M5S e il Governo. Una prospettiva che terrorizza Salvini, che in queste ore sta spingendo per spaccare il Movimento con la sua campagna acquisti nei confronti dei parlamentari scontenti e senza più futuro politico.

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Chiara la strategia: aprire scontri, fratture, indebolire il Capo politico, Luigi Di Maio, rendere ingovernabile il Movimento. A quel punto sarebbe facile far capitare l’incidente. Per bloccare il capo leghista oggi è sceso in campo anche il premier Conte, che ha attaccato i senatori passati con la Lega: «Chi punta su Salvini ha fatto male i suoi calcoli… Dovrà aspettare, con noi invece può già lavorare». Non solo Conte. Visto e considerato che tra i parlamentari c’è davvero pochissima voglia di andare a elezioni anticipate (e di tornarsene a casa) ci sono già operazioni di salvaguardia. Il tam tam parla di una operazione che sta mettendo in piedi il forzista Paolo Romani con la creazione di un solido nucleo di “responsabili” che, all’occorrenza, potrebbero sostenere il Governo rendendo vani gli ‘acquisti’ della Lega. Sullo sfondo, altri guai per Salvini, indagato per aver utilizzato aerei di Stato. Lui si è giustificato dicendo che i suoi erano appuntamenti istituzionali; per chi sta indagando, al contrario, gli appuntamenti istituzionali erano una scusa per coprire i suoi comizi di propaganda elettorale.

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13 Dicembre 2019
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