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Tg Politico, edizione del 13 dicembre 2019

BREXIT A UN PASSO, TRIONFANO I CONSERVATORI

Trionfo per Boris Johnson e disfatta per Jeremy Corbyn. Volano i Conservatori e crollano i Laburisti. Le elezioni in Gran Bretagna portano l’isola quasi fuori dall’Europa. “Andremo avanti con la Brexit senza se e senza ma, usciremo il 31 gennaio uniti”, assicura il vincitore. Intanto il Regno appare meno Unito, con la Scozia europeista che con tutta probabilità chiederà un nuovo rerefendum per l’indipendenza. In Irlanda del Nord il Democratic Unionist Party perde terreno in favore del Sinn Féin, fautore della riunificazione con la Repubblica d’Irlanda.

CONTE: PRESTO PER FIRMARE IL MES, VA MIGLIORATO 

Il premier Giuseppe Conte è a Bruxelles per il Consiglio europeo, un vertice scosso dalla larga vittoria dei conservatori in Gran Bretagna. Al centro del summit, però, c’è ancora il Mes, il meccanismo europeo di stabilita’. “C’è ancora da lavorare”, l’eurogruppo deve prenderne atto, dice il presidente del Consiglio italiano che ricorda il coinvolgemento del Parlamento sulle modifiche al trattato. E’ troppo presto per fissare una data entro cui il Meccanismo verrà approvato.

ZINGARETTI AGLI ALLEATI: LA PAZIENZA HA UN LIMITE 

Cinque stelle e Italia Viva non devono scaricare sulla maggioranza i problemi interni. Nicola Zingaretti chiede di lavorare insieme nella “cordata” che sta scalando la montagna del governo. E a capo della spedizione indica il presidente del consiglio Giuseppe Conte. A lui il Pd garantisce lealta’ ma gli chiede di avere un ruolo piu’ decisivo. Agli alleati Zingaretti dice: “La pazienza ha un limite nella sopportazione”. Il governo non cadra’ in caso di sconfitta in Emilia Romagna e Calabria. “Andiamo avanti contro la cultura dell’odio che porterebbe l’Italia al declino”, spiega Zingaretti.

GENNAIO DA INCUBO PER LA POLITICA

Come mettere ordine nell’ingorgo di scadenze che si verifichera’ a gennaio? Il rischio e’ che si prefiguri un salto nel buio, spiegano i costituzionalisti Massimo Luciani e Salvatore Curreri, intervenuti in Parlamento. Due le richieste pendenti di referendum: quello confermativo sul taglio dei parlamentari e quello abrogativo su una parte della legge elettorale. Su entrambi si decide tra il 12 e il 15 gennaio. A seconda dell’esito, potrebbe determinarsi il voto anticipato. “Molti potrebbero essere tentati dal voto prima di tenere il referendum che taglia 345 parlamentari”, spiegano i costituzionalisti.

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13 Dicembre 2019
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