Regeni, il parlamento Ue chiede la verità: posizione unitaria sull’Egitto

Il Parlamento esorta gli Stati membri a porre fine all'export verso l'Egitto di tecnologie di sorveglianza che possono facilitare gli attacchi informatici contro i difensori dei diritti umani e gli attivisti
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STRASBURGO – Il Parlamento europeo chiede verità per Giulio Regeni. I deputati hanno sottolineato oggi che l’Egitto ha nuovamente respinto la richiesta della procura italiana di identificare gli agenti coinvolti nella scomparsa e nella morte del giovane ricercatore.

In occasione della riunione del Consiglio di Associazione Ue-Egitto prevista per il 20 dicembre 2018, il Parlamento europeo esorta l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Federica Mogherini e gli Stati membri a mantenere una posizione unitaria in materia di diritti umani e ad adottare sanzioni se il governo del Cairo continuerà a violare i diritti fondamentali.

Il Parlamento esorta gli Stati membri a porre fine all’export verso l’Egitto di tecnologie di sorveglianza che possono facilitare gli attacchi informatici contro i difensori dei diritti umani e gli attivisti, anche tramite i social media. Secondo Reporter senza frontiere, infatti, attualmente sono almeno 38 gli operatori dei media detenuti in Egitto.

La situazione si è ulteriormente aggravata nel luglio 2018, quando il governo egiziano ha approvato una legge che amplia la definizione di stampa per includere qualsiasi account social con più di 5000 follower, rendendo tali account perseguibili per la pubblicazione di fake news o di qualsiasi notizia ritenuta un incitamento a violare la legge.

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13 Dicembre 2018
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