Sud Sudan, Sant’Egidio: “Accordo tra delegazioni a Roma per la tregua”

L'intesa tra l'esecutivo e le opposizioni è stata siglata al termine di una quattro giorni di negoziati svolti a Roma con la mediazione di Sant'Egidio
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di Brando Ricci

ROMA – Le delegazioni militari dell’Alleanza dei movimenti di opposizione del Sud Sudan (Ssoma) – non firmataria dell’Accordo di pace del settembre 2018 – e del governo di unità nazionale hanno raggiunto un’intesa sull’adesione al cessate il fuoco. A darne notizia con un comunicato è la Comunità di Sant’Egidio.

L’intesa tra l’esecutivo e le opposizioni è stata siglata al termine di una quattro giorni di negoziati, cominciati lunedì e terminati oggi, che si sono svolti a Roma con la mediazione di Sant’Egidio.

I negoziati che si sono svolti in questi giorni erano stati definiti nell’ambito di una precedente fase di mediazioni, che si era tenuta il mese scorso sempre a Roma e sempre con la mediazione di Sant’Egidio.

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Le discussione sono andate molto bene, le delegazioni militari hanno risolto tecnicamente le principali questioni in sospeso. Dal primo gennaio 2021 l’Alleanza dei movimenti di opposizione del Sud Sudan (Ssoma) entrerà quindi a far parte del meccanismo internazionale di cessate il fuoco nel Paese”. Così Ismail Wais, inviato speciale in Sud Sudan dell’Autorità intergovernativa per lo sviluppo (Igad), organismo regionale dei Paesi del Corno d’Africa, nel corso di una conferenza stampa organizzata oggi a Roma da Sant’Egidio, principale ente mediatore.

Wais ha detto che il traguardo raggiunto lascia ben sperare per il Sud Sudan, che ha definito “un Paese ricco di risorse”, e per il popolo sudsudanese, che “è molto dotato” e deve “poter godere della pace e dei suoi frutti”.

Tra le persone intervenute il generale sudanese Hamid Mohamed Dafaalla, vicepresidente del Ctsamvm, l’organo di controllo del meccanismo di monitoraggio del cessate il fuoco, che risponde all’Igad. Dafalla ha sottolineato l’importanza dell’accordo su almeno tre fronti.
“Cessazione delle ostilità; tutela dei civili; accesso umanitario”.

Il generale ha ricordato che il traguardo a cui si è arrivati oggi “è da inquadrarsi nel contesto legale della Dichiarazione di Roma”, siglata a febbraio a Roma, sempre con la mediazione di Sant’Egidio. Dafalla ha evidenziato che l’accordo militare “è stato realizzato con un buon spirito” e “fornisce ottimi indicatori per l’incontro tra le delegazioni politiche”, che si terrà il 30 novembre, sempre a Roma.

Questo aspetto è stato sottolineato anche dai generali Emanuel Rabbi e Samule Lado, rappresentanti militari rispettivamente del governo del presidente Salva Kiir e delle opposizioni. Rabbi ha parlato di una “storica riuscita” e ha ricordato il “fondamentale” ruolo dell’Italia nell’organizzazione di questo ciclo di negoziati.  Lado ha affermato che i workshop sono stati un’occasione per il Ssoma per “comprendere il mandato e le modalità di implementazione e monitoraggio” della tregua.

Il segretario generale di Sant’Egidio, Paolo Impagliazzo, ha evidenziato l’importanza di aver “identificato un generale che farà da punto di contatto tra i militari del Ssoma e il meccanismo” nel corso delle giornate di workshop. Il dirigente dell’ong si è detto soddisfatto di come sono andati i lavori, che si sarebbero svolti “in un clima di grande collaborazione e crescente fiducia tra le parti”.

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Il ministero della Difesa italiano ha messo a disposizione la base militare di Gibuti per l’addestramento di esponenti di governo e opposizione sud sudanese che prenderanno parte al meccanismo di monitoraggio del cessate il fuoco”. Ad annunciarlo è il segretario generale di Sant’Egidio, Paolo Impagliazzo.

L’agenzia Dire ha raggiunto telefonicamente il dirigente dell’ong al termine della conferenza stampa che ha concluso quattro giorni di workshop tra le delegazioni militari del governo di Juba e dell’Alleanza dei movimenti di opposizione del Sud Sudan (Ssoma). Gli incontri di questi giorni hanno portato all’ingresso delle opposizioni del meccanismo di monitoraggio della tregua raggiunta a febbraio sempre a Roma. Meccanismo che vedrà quindi il coinvolgimento del comparto italiano della sicurezza come ribadito, ha detto Impagliazzo, “dall’intervento in video conferenza oggi dell’ Ammiraglio di Divisione Gianfranco Annunziata, membro dell’ufficio politica militare del ministero“.

Impagliazzo si è detto soddisfatto dell’accordo, che è ritenuto fondamentale “per mettere fine alle violenze”, e pensa già ai prossimi appuntamenti. Il 30 novembre Roma, sempre con la mediazione di Sant’Egidio, ospiterà un nuovo round di negoziati, stavolta politici, per rafforzare il processo di pace. “Il traguardo raggiunto oggi contribuisce a creare un clima positivo in vista del prossimo incontro” ha detto il dirigente della comunità religiosa, che ha poi sottolineato: “I negoziati politici sono andati avant a piccoli passi, ma sono stati costanti”.

Buone notizie quindi, rafforzate anche dagli avanzamenti in termine di processo di pace e integrazione a livello internazionale del vicino Sudan, da cui il Sud Sudan si è diviso nel 2011 dopo anni di conflitto. “Tra quelli che erano nemici giurati si è creato un clima di nuova fiducia” ha evidenziato Impagliazzo. “E’ un aspetto molto importante”.

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13 Novembre 2020
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