Coronavirus, differenze tra la zona arancione e rossa

Da oggi Campania e Toscana dovrebbero passare in zona rossa, mentre a rischiare di diventare arancioni sarebbero Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia e Marche
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ROMA – Per fronteggiare l’emergenza Covid-19 nel Dpcm del 3 novembre il Governo ha diviso l’Italia in tre zone, rispettivamente rossa, arancione e gialla, a seconda dell’impatto del virus sul territorio. Dopo il passaggio due giorni fa in zona arancione di 5 Regioni (Abruzzo, Umbria, Basilicata, Liguria e Toscana), oggi ‘a cambiare colore’ dovrebbero essere la Campania e nuovamente la Toscana, entrambe destinate alla zona rossa.  A rischiare di diventare arancioni sarebbero invece Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia e Marche.

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DIFFERENZE TRA ZONA ROSSA E ARANCIONE

SPOSTAMENTI

Per quanto concerne la mobilità coloro che si trovano in zona arancione, oltre a non poter circolare dalle 22 alle 5 del mattino (salvo comprovati motivi di lavoro, necessità e salute per i quali sarà necessario esibire un’autocertificazione), non possono, in qualsiasi orario, uscire fuori dal proprio Comune e dalla propria Regione, se non motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di studio o di salute o per svolgere attività o usufruire di servizi non disponibili nel proprio Comune (anche in questo caso sarà necessaria l’autocertificazione).

Nella zona rossa invece è vietato ogni spostamento, sia nello stesso Comune che verso comuni limitrofi (inclusi quelli dell’area gialla o arancione), ad eccezione degli spostamenti che abbiano motivazioni uguali a quelle della zona arancione per le quali è necessario esibire l’autocertificazione. Non è consentito far visita o incontrarsi con parenti o amici non conviventi, in qualsiasi luogo, aperto o chiuso. Sono consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza, se prevista. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. È comunque consigliato lavorare a distanza, ove possibile, o prendere ferie o congedi. Senza una valida ragione per uscire, è obbligatorio restare a casa.

ATTIVITÀ COMMERCIALI

Per ciò che concerne i ristoranti e le altre attività di ristorazione, (compresi bar, pasticcerie e gelaterie), sia in zona arancione che in zona rossa è consentita la consegna a domicilio, senza limiti di orario, e la vendita da asporto, dalle 5 alle 22.

Discorso differente per i negozi: in zona rossa chiudono tutti ad eccezione di supermercati, negozi che vendono beni di prima necessità, tabaccherie, attività relative ai servizi alla persona, lavanderie, parrucchieri e barbieri. Chiudono i centri estetici. In zona arancione invece restano aperti gli esercizi di commercio al dettaglio, oltre ai supermercati. Nei festivi e prefestivi disposta la chiusura dei centri commerciali (ad eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, supermercati, tabaccherie ed edicole all’interno).

In entrambe le zone restano chiusi musei, cinema, teatri, palestre, centri sportivi, sale giochi, sale scommesse.

FORMAZIONE

Per ciò che riguarda la formazione, in zona rossa come in quella arancione, resta la didattica in presenza per le scuole dell’infanzia ed elementari, mentre per le scuole superiori di secondo grado viene applicata la didattica a distanza. Unica differenza per le scuole medie, nella zona rossa solo gli alunni della prima media continuano a fare lezione in presenza, mentre nella zona arancione anche quelli della seconda e della terza.

Per le università didattica a distanza sia in zona arancione che rossa, ma nel primo caso fanno eccezione gli studenti del primo anno dei corsi di studio e dei laboratori che possono svolgersi in presenza.

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13 Novembre 2020
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