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Si litiga pure su Gesù Bambino… e per De Luca Di Maio è un coniglio

L'editoriale del direttore Nico Perrone per Dire Oggi
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ROMA – In attesa degli ultimi dati settimanali sui contagi, in base ai quali è assai probabile che alcune regioni cambieranno colore, scoppia una lite furibonda sul come passeremo il prossimo Natale. Oggi il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ad un bambino preoccupato per i suoi regali, ha scritto che Babbo Natale arriverà perché ha l’autocertificazione. Ma per quanto riguarda poi la festività Conte ha sottolineato che “Natale non è solo shopping, fare regali: a prescindere dalla fede religiosa è senz’altro anche un momento di raccoglimento spirituale e farlo con troppe persone non viene tanto bene”. Apriti cielo.

Il leader della Lega, Matteo Salvini, lo ha subito attaccato sparando a zero contro il Natale a distanza di sicurezza: “Penso che tanti italiani abbiano questa ambizione ma credo che non sia impossibile. Mi rifiuto di pensare a un Natale a distanza, specie per le persone sole”. Caustico anche il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia: “Il presidente del Consiglio Conte si preoccupa della spiritualità degli italiani a Natale, da Palazzo Chigi al soglio Pontificio senza avere meriti per l’uno né qualifiche per l’altro”.

Sul fronte delle Regioni, in particolare della situazione in Campania che potrebbe presto diventare zona ‘rossa’, oggi il presidente, Vincenzo De Luca, ha accesso la telecamera ed ha sparato a palle incatenate contro il presidente del Consiglio e tutto il Governo, prendendosela in modo particolare con il ministro degli Esteri, il campano Luigi Di Maio. “Le zone rosse, gialle, arancioni… mi sembra una grande idiozia – ha detto De Luca- è una idiozia per far nascondere il governo dietro i numeri e per non assumersi la responsabilità di chiudere tutto”. Non basta: “Alla lista degli sciacalli si è aggiunto ieri il nome illustre di un eminente politico, campano manco a dirlo. Tale Luigi di Maio. Luigi di Maio era fra quelli che facevano campagna elettorale un mese e mezzo fa contestando alla Campania il delitto di aver realizzato l’ospedale modulare sprecando il denaro pubblico… ho avuto modo di dire a qualche esponente del Pd che se bisogna stare al governo con questi personaggi, per quello che mi riguarda, sarebbe meglio mandare a casa il governo… questo personaggio l’ho sfidato a un dibattito pubblico, da anni, rinnovo l’invito. Spero non faccia il coniglio come ha fatto negli anni precedenti”.

Sul fronte dei rapporti tra le forze politiche di maggioranza, oggi è partito formalmente il tavolo per aggiornare i 29 punti programmatici che sono alla base della nascita del Conte bis: “Elemento caratterizzante e molto positivo di questo primo incontro, è la coesione dei gruppi parlamentari. Il tavolo si prefigge un programma di lavoro serrato, ci riaggiorneremo martedì prossimo” ha fatto sapere il capogruppo Pd al Senato, Andrea Marcucci. Tradotto: nessuno pensa di mollare la poltrona fino alla scadenza del mandato nel 2023.

LEGGI DIREOGGI | EDIZIONE DEL 13 NOVEMBRE 2020

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