Nel M5S ormai comandano mille correnti, cioè nessuno

L'editoriale di Nico Perrone, direttore dell'Agenzia di stampa Dire, per DireOggi | edizione del 13 novembre 2019
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ROMA – «Pensavamo che mettendo insieme due debolezze, quella del M5S e quella del Pd, alla fine ne sarebbe uscita almeno una mezza forza, invece abbiamo raddoppiato la debolezza», dice sconsolato un ‘grillino’ che sta nelle stanze del Governo.

Ormai è chiaro, prosegue il ragionamento, «Beppe Grillo non ne vuol più sapere e pure Casaleggio sembra defilarsi. Ormai nel Movimento ci sono mille correnti e nessuno comanda. Anche questa storia dell’elezione del capogruppo alla Camera che non riusciamo ad eleggere da mesi… Alla fine significa che il Capo politico, Luigi Di Maio, non controlla più, che nessuno lo considera».

La situazione, vista da dietro le quinte, «è di estrema confusione. Non sappiamo che fare, noi ‘grillini’ siamo sempre più liquidi e alla fine si rischia di liquidare pure il Governo». Ma il premier Conte? «Ormai è in conflitto con Di Maio, come si è visto e si vede. Ci si aspettava che prendesse l’iniziativa ma pure lui è in stand by. Aspetta, chi? Non si capisce».

C’è la vicenda ex Ilva, che sta mettendo a dura prova la compagine governativa. Con la fronda di senatori del M5S che mai voteranno l’immunità. Mentre ArcelorMittal è sempre più distante e di tornare indietro proprio non ne vuol sapere. «Stiamo ballando sul bordo del burrone, tra di noi – prosegue il ‘grillino’ – c’è la sensazione che più prima che poi ci sarà una crisi. Anche il Pd mostra sempre più segni di insofferenza… Siamo alleati o no? Non si capisce. Conte invita tutti a stringersi a trovare un idem sentire? E subito Renzi spara contro tutti… come si fa ad andare avanti così?».

Ma che accadrà al M5S? «Ognuno cerca di salvare se stesso – dice ancora il ‘grillino’ – siamo come quei giornali che falliscono e i giornalisti si riuniscono in cooperativa per salvare la testata… a livello parlamentare alcuni si stanno muovendo così, far gruppo per cercare di salvare qualcosa».

LEGGI DIREOGGI | EDIZIONE DEL 13 NOVEMBRE

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