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Omicidio Serena Mollicone, l’udienza rinviata al 15 gennaio

Perché la notifica "ad una delle parti offese non è andata a buon fine"
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CASSINO – È stata rinviata l’udienza preliminare al Tribunale di Cassino che avrebbe dovuto segnare una svolta nel caso di Serena Mollicone, la 18enne di Arce, in provincia di Frosinone, scomparsa a giugno del 2001 e ritrovata morta. Il giudice avrebbe dovuto pronunciarsi sul rinvio a giudizio del maresciallo Franco Mottola, allora comandante della stazione dei Carabinieri di Arce, della moglie Anna Maria, del figlio Marco, del maresciallo Vincenzo Quatrale e dell’appuntato Francesco Suprano. L’udienza è stata rinviata perché la notifica “ad una delle parti offese non è andata a buon fine”. La parte offesa è la vedova del carabiniere Santino Tuzi.

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FIGLIA BRIGADIERE TUZI: “MIO PADRE NON ERA BUGIARDO”

La notizia del rinvio dell’udienza preliminare nel caso di Serena Mollicone la riguarda direttamente. Maria Tuzi è la figlia del brigadiere dei Carabinieri Santino, trovato senza vita nella sua auto l’11 aprile 2008, che indicò la presenza di Serena Mollicone nella caserma di Arce. L’udienza è stata rinviata perché la notifica indirizzata alla vedova di Santino non è andata a buon fine.

“Oggi eravamo pronti a iniziare, la prossima volta lo saremo di più- ha detto Maria ai giornalisti- L’attesa è straziante”. Oggi infatti si sarebbe dovuta tenere l’udienza preliminare presso il Tribunale di Cassino, che avrebbe dovuto decidere sul rinvio a giudizio di 3 Carabinieri, tra cui il maresciallo della caserma di Arce Franco Mottola, e di moglie e figlio di quest’ultimo. “Ci siamo costituiti parte civile– ha detto ancora Maria- cerchiamo di portare avanti le dichiarazioni di mio padre. Sicuramente difendersi loro diranno che era un bugiardo. Ma chi lo conosce sa che non lo era”.

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