Sanremo, lo sfogo di AudioCoop: “Con noi escluse 200 etichette indipendenti, chiediamo reintegro”

AudioCoop è l'associazione, non presente in Confindustria, connessa con tutti i piccoli produttori discografici indipendenti, le autoproduzioni e le startup discografiche italiane
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ROMA – Il regolamento di Sanremo 2021 è stato condiviso quest’anno solo con Fimi, Afi, Pmi, tutte e tre insieme nella Confindustria, come un’unica associazione, le associazioni che rappresentano le case discografiche italiane, con le quali Rai e Organizzazione del Festival hanno avviato anche un tavolo di confronto sul tema degli sfruttamenti commerciali relativi a Sanremo 2021. Tutto il contrario di quello che avvenne lo scorso anno quando per la prima volta fu aperto un Tavolo sulla Musica in Rai e sul Festival di Sanremo con la partecipazione attiva anche di AudioCoop, la quarta associazione di produttori discografici italiani, non presente in Confindustria, connessa con tutti i piccoli produttori discografici indipendenti e le autoproduzioni e le startup discografiche italiane e capace di essere il portavoce reale di tali importanti realtà.

Fa specie in un anno difficile come questo– afferma il Comitato Direttivo di AudioCoop, attraverso il portavoce Massimo Della Pelle “che cinicamente la Rai insieme alla Confindustria decida di estromettere una rappresentanza di circa 200 piccole etichette discografiche indipendenti italiane che rappresentano il futuro della musica del nostro paese con la chiara intenzione di ucciderle e farle fallire evidentemente oscurandole del tutto da tale opportunità. Chiediamo un’immediata reintegrazione di AudioCoop al Tavolo di confronto sulla Musica in Rai e sul Festival di Sanremo come accaduto positivamente lo scorso anno, insieme ad un incontro con i responsabili del settore musica della Rai e del Festival di Sanremo, sempre come avvenuto lo scorso anno, attraverso le convocazioni dell’Amministratore Delegato Salini”.

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13 Ottobre 2020
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