Coronavirus, Zaia e Fontana bocciano il dpcm del governo: “Insufficiente”

Per il governatore del Veneto mancano le misure economiche a sostegno delle imprese, per il governatore lombardo è "confuso su scuole e tpl"
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ROMA – “Le Regioni tutte insieme hanno presentato questa notte un documento correttivo e penso sia doveroso venga adottato… Il dpcm lo considero ancora a metà del guado“. Lo afferma il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, intervenendo oggi durante una conferenza stampa dalla sede della Protezione civile regionale a Marghera.

Secondo il governatore, il principale problema del dpcm è che interviene introducendo restrizioni delle libertà dei cittadini, che necessariamente comportano cambi nelle abitudini e una riduzione dei consumi, senza però prevedere parallelamente misure economiche a sostegno delle imprese che risulteranno penalizzate.

“Dietro ogni provvedimento restrittivo vi deve essere un provvedimento di sostegno economico”, che invece oggi non c’è, afferma Zaia spiegando che la preoccupazione è sia “sanitaria che produttiva” e che è necessario scongiurare sia “psicosi” che la possibilità di un nuovo lockdown.

FONTANA: ‘DPCM CONFUSO SU SCUOLE E TPL’

Per il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, il giudizio sul nuovo Dpcm è “negativo”. Il nuovo decreto emanato da Palazzo Chigi non prende in considerazione “le richieste delle Regioni” e non affronta opportunamente “temi fondamentali come la didattica a distanza per le classi superiori e l’affollamento dei mezzi pubblici“.

Aspetti che, invece, per Fontana sono stati determinanti “nell’aumento della curva epidemiologica”. “Il provvedimento adottato dal Governo, nella versione finale, risulta essere confuso, contraddittorio e in molte sue parti inattuabile. Quindi il giudizio, nel suo complesso, non può che essere negativo”, chiosa il governatore.

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13 Ottobre 2020
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