Fermare il calcio? Toti: “Non è solo Ronaldo, dietro ci sono miliardi e migliaia di persone che lavorano”

Il governatore della Liguria spezza una lancia a favore di "un mondo che vale almeno due miliardi di Pil diretto" e conta "migliaia di lavoratori"
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GENOVA – “Si farebbe presto a dire che il calcio è l’ultimo dei nostri problemi, come è un po’ moralistico andare a punire i ragazzi della movida, senza calcolare che dietro gira un mondo che non è fatto solo di Cristiano Ronaldo, otto milioni all’anno più benefit, ma di persone che ci lavorano e vale molti miliardi e migliaia di posti di lavoro”. Così il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, a “24 Mattino” su Radio24, rispondendo a una domanda sull’opportunità di fermare il campionato.

“Non c’è dubbio che non sarà un campionato che passerà alla storia per situazioni appassionanti- prosegue il governatore- ma si gioca per dare comunque uno sfogo ai tifosi e per far andare avanti un mondo che vale almeno due miliardi di Pil diretto”.

“PIÙ CHE DAD SERVE AUMENTO STRUTTURALE DEI TRASPORTI”

“Non vedo particolarmente bene il ripristino della didattica a distanza, anche solo per gli studenti più grandi. Vorrebbe dire arrendersi al fatto che questo Paese prende sempre provvedimenti non strutturali: strutturale sarebbe un piano per aumentare il trasporto pubblico locale, investendo denaro, comprando mezzi e formando autisti. E, magari, utilizzare questo momento per una transizione green. Fino ad oggi abbiamo preso un po’ le scorciatoie dell’ultimo momento”, dice ancora Toti a “24 Mattino” su Radio24.

“Occorre aumentare sensibilmente il fondo per il tpl, occorrono procedure semplificate per acquistare i mezzi senza gare e autorizzazioni per assumere personale- prosegue il governatore- siccome il tpl è finanziato con fondi del governo, l’unico che può fare debito, tutto questo va fatto per legge. Dovrebbe essere anche un piano di ammodernamento dei mezzi”. Toti aggiunge che “un piano gigantesco di aumento del tpl, fine a se stesso, avrebbe senso oggi, ma i tempi di realizzazione sarebbero forse ancora più lunghi del vaccino. Tuttavia, se diamo un’ammodernata ai mezzi pubblici prendendo l’occasione del covid, non facciamo gran male”.

“SU DPCM REGIONI HANNO SOLLEVATO MOLTI DUBBI”

“Sul dpcm sono stati sollevati molti dubbi da governatori di ogni colore politico, anche sulla modalità: ha lasciato perplessi il dover analizzare il provvedimento in così poco tempo. La Conferenza delle Regioni ha espresso un parere condizionato: è giusto intervenire in un clima di epidemia crescente, ma una serie di misure ci lascia perplessi e abbiamo chiesto alcune modifiche sostanziali“, afferma Toti in un video su Facebook per commentare il nuovo dpcm e il decreto del ministro Roberto Speranza.

Tre i punti sollevati sul divieto alle feste, a partire dal fatto che, spiega il governatore, “se non si tiene conto delle caratteristiche del luogo, si va al di fuori delle regole che ci siamo dati fino ad oggi sulla proporzionalità. Inoltre, è iniquo legare le feste a celebrazioni di tipo civile o religioso, ma ognuno festeggia un po’ quello che gli pare. Infine, abbiamo chiesto una clausola di salvaguardia per i matrimoni, che si organizzano con largo anticipo e con grande dispendio economico, e quindi abbiamo chiesto di prevedere rimborsi”. Secondo tema delicato, il potenziamento del trasporto pubblico: “Mercoledì al ministero delle Infrastrutture e dei trasporti si apre un tavolo con le Regioni- annuncia Toti- continuare a fare tira e molla su autobus e metropolitane, non ha molto senso in questo rinnovato clima di allarme covid”. 

Anche sui ristoranti si è dibattuto a lungo: “Riteniamo che lo stop imposto a mezzanotte vada inteso come limite per accogliere le persone e non come chiusura del locale”, spiega il governatore. Che, poi, si dice “dispiaciuto per la sospensione delle partite di calcetto amatoriale”. Insomma, conclude il vicepresidente della Conferenza delle Regioni, “abbiamo cercato di fare osservazioni indispensabili, con scrupolo, perché provvedimenti che devono evitare il propagarsi della pandemia non si trasformino in regole particolarmente inique e penalizzanti per le categorie. Abbiamo anche chiesto al governo di mettere sul tavolo adeguate misure di compensazione, a chi si vede limitare la propria attività economica”.

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13 Ottobre 2020
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