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Tg Ambiente, edizione del 13 ottobre 2020

ENI GAS E LUCE ED EATALY INSIEME PER L’EFFICIENZA

Eataly e Eni gas e luce unite per la sostenibilità. Le due aziende si impegnano in un percorso di efficientamento energetico dei punti vendita Eataly e della sua filiera di produttori, e anche nella promozione della cultura dell’efficienza energetica tra i clienti. Si parte dal negozio di Roma, il più grande al mondo: con un investimento di 100mila euro sono stati ottimizzati forni e frigoriferi, monitorati e regolati il raffrescamento e il riscaldamento, che da soli valgono un quarto dei consumi. Umidità e CO2 sotto controllo per una migliore esperienza gustativa in enoteca. Le soluzioni verranno proposte anche alle aziende agricole che forniscono Eataly. Inoltre Eni gas e luce, da gennaio 2021, fornirà ai negozi Eataly energia verde certificata prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili. Ai corsi di cucina verranno poi affiancati poi quelli tenuti da esperti del ‘Cane a sei zampe’ per portare l’uso efficiente dell’energia anche in cucina, anche attraverso ricette e tecniche innovative.

RISCHIO ANTRACE IN SIBERIA CAUSA MUTAMENTI CLIMA

Il cambiamento climatico può favorire direttamente epidemie letali per gli animali e per l’uomo. Un caso emblematico è il crescente rischio di diffusione di antrace in Siberia a causa dello scongelamento del permafrost durante la stagione estiva. Scienziati dell’Università Ca’ Foscari Venezia, dell’Istituto di scienze polari del CNR e del Politecnico di Milano hanno studiato il primo modello matematico sulla diffusione del batterio dell’antrace nelle zone artiche, pubblicando i risultati su ‘Scientific Reports’. L’ultima grave epidemia di antrace in Siberia è stata registrata nel 2016, Morirono un dodicenne e oltre 2.300 renne. Le spore del batterio, che si diffondono nel suolo a partire dalle carcasse degli animali che muoiono per l’infezione, sopravvivono per decenni nel permafrost congelato. Quando le temperature salgono e la morsa del gelo si allenta, le spore tornano a diffondersi nel suolo e ad infettare gli erbivori al pascolo, che a loro volta infettano le popolazioni indigene.

KAMCHATKA, ANCORA IGNOTE CAUSE DISASTRO AMBIENTALE

A distanza di alcuni giorni dalla scoperta del disastro ambientale in corso in Kamchatka, nell’estremo oriente della Russia, non sono ancora note le cause che hanno portato a un vasto inquinamento del mare e alla morte di migliaia di animali acquatici. L’ente russo che segue le questioni ambientali ha diffuso i risultati delle analisi sui campioni di acqua, effettuati il 3 ottobre scorso presso la spiaggia di Khalaktyrsky e la baia di Avacha. “È positivo che dalle agenzie governative siano arrivati i primi risultati, sebbene con qualche ritardo. Ma i risultati ottenuti non sono sufficienti a determinare il quadro completo di quanto sia accaduto”, commenta Vladimir Chuprov di Greenpeace Russia, presente sul posto per svolgere le proprie indagini. “Tutti sono preoccupati per la lentezza con cui procede l’analisi dei campioni provenienti dalla Kamchatka”, conclude l’attivista. 

IN PROVINCIA BERGAMO PRIMA AULA ‘FATTA DI NATURA’

Le sue pareti sono siepi e bordure fiorite e permette un distanziamento ottimale; tra le piante aromatiche ci sono anche un nido per api solitarie, cassette e mangiatoie per uccelli e una ‘bat box’, rifugio per i pipistrelli ghotti di insetti. La scuola primaria statale ‘Giovanni Pascoli’ di Scanzorosciate, in provincia di Bergamo, riparte dalla natura grazie a un progetto del WWF. Proprio in uno dei territori più gravemente colpiti dall’emergenza CoVid, infatti, l’associazione del Panda ha realizzato la prima Aula Natura d’Italia: un’aula “fatta di natura”, nata a supporto della didattica ma anche in grado di garantire la sicurezza degli alunni attraverso un opportuno distanziamento. “Tante volte in questi mesi abbiamo sentito il termine ripartenza. Noi del WWF pensiamo che per ripartire sia fondamentale iniziare dalla scuola”, afferma la presidente Donatella Bianchi.

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13 Ottobre 2020
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