Si può sorridere sul coronavirus, non è una mancanza di rispetto

L'imminente uscita nelle sale di "Lockdown all’italiana" è accompagnata da polemiche. Ma davvero si può parlare di mancanza di rispetto?
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Il 15 ottobre esce nelle sale cinematografiche ‘Lockdown all’italiana’, il primo film firmato alla regia da Enrico Vanzina, rimasto ‘solo’ dopo la morte del fratello Carlo. Per lui questa pellicola rappresenta anche una ripartenza e un omaggio. Ma siccome il tema è il periodo del Covid-19, una tragedia per tanti, ed è affrontato in maniera anche ironica, ecco le polemiche. Ingiustificate e inutili.

Il film infatti, che ha come protagoniste due coppie che stanno per lasciarsi ma che sono costrette a rimanere insieme dalla forzata quarantena, racconta quei giorni visti da una parte degli italiani, e lo fa con quell’ironia che ha dominato i social anche nei mesi più brutti senza che vi fosse alcuna sollevazione popolare. Anzi, in molti hanno dato il loro contributo per strapparci una risata, anche in un periodo difficile. E oggi il volere portare nelle sale cinematografiche tutto questo, lasciando pure spazio ad alcune riflessioni, non è una mancanza di rispetto per ciò che è stato, che nessuno dimentica o sottovaluta. E’ la commedia della vita. All’italiana.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»