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Matrimoni e nuovo Dpcm: “È lockdown per il settore”

Lo afferma Michele Boccardi, presidente di Assoeventi, l’associazione di Confindustria dei settori Events, Luxury e Wedding
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ROMA – “Fissare a 30 il numero massimo di persone che possono partecipare a feste conseguenti a cerimonie civili o religiose non ha alcun senso o valore scientifico-sanitario, ma rappresenta un vero e proprio lockdown per i matrimoni. Sarebbe stato più semplice se il Governo ci avesse detto direttamente di chiudere le nostre imprese”. Lo afferma Michele Boccardi, presidente di Assoeventi, l’associazione di Confindustria dei settori Events, Luxury e Wedding. 

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“E’ assurdo- continua Boccardi- fissare un numero arbitrario, per giunta così basso, di persone che possono partecipare ad un evento senza considerare le dimensioni e le caratteristiche della struttura che ospita quell’evento: quindi una sala per ricevimenti, sia essa da 60 o da 600 metri quadri, secondo il nuovo Dpcm non potrà comunque ospitare più di 30 persone. Noi siamo i primi a chiedere misure serie e forti per il contenimento della pandemia: abbiamo proposto ad esempio di aumentare da 1 a 2 metri il distanziamento interpersonale in occasione di Eventi, ma il Governo non ci ha ascoltati. I matrimoni sono stati programmati prima del varo del nuovo Dpcm, gli sposi sono già in Chiesa: che facciamo, li rimandiamo a casa quando si presentano con parenti ed amici al ricevimento per festeggiare il giorno più bello della loro vita?”.

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