Compiti a casa, Toccafondi: “Serve buonsenso, ma non hanno mai fatto male…”

"Se si usa il buonsenso, nessuno può dire che i compiti non vanno dati e nessuno firmerà una petizione"
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toccafondiROMA – “Non ci mettiamo a fare una legge sui compiti a casa sennò facciamo ridere, la parola d’ordine è buonsenso. Ci sono una serie di questioni che fanno discutere: una riguarda i compiti a casa, un’altra la valutazione non a numeri ma a lettere, un’altra ancora la possibilità di non bocciare più ma di promuovere sempre. La parola d’ordine è buonsenso. Se si usa, nessuno può dire che i compiti non vanno dati e nessuno firmerà una petizione”. Lo ha detto il sottosegretario al Miur, Gabriele Toccafondi, in una intervista al Quotidiano Nazionale.

scuola_lavagna_gessi“La scuola è un luogo di formazione, prima di tutto ci vuole il dialogo: se si parte con le petizioni o la chiusura degli insegnanti arriviamo a quello che vediamo. Detto questo, i compiti non hanno mai fatto male, soprattutto se non si fa il tempo pieno. Rispetto alle generazioni passate- prosegue il Sottosegretario-, anche rispetto alla mia, il maestro l’insegnante o il preside appaiono depotenziati. Quello che dice Renzi è fondamentale non perché semplicemente siamo davanti a un’istituzione che va rispettata, ma perché non si può partire dal non rispetto verso chi cura per otto ore al giorno i nostri figli. Crediamo negli insegnanti, tant’è che ne abbiamo assunti 150mila a tempo indeterminato. Il preside ha più responsabilità, fare il dirigente è un onore e un onere, deve fare delle scelte pubbliche e poi essere valutato. Senza questo depotenziamo la scuola come strumento di educazione. Anche rispetto ai voti o alla possibilità di bocciare, non dobbiamo avere paura della scuola che valuta, ma di quella che non fa il suo lavoro”.

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