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Bologna, primo giorno di scuola al liceo Minghetti: studenti felici ma preoccupati

liceo minghetti bologna
Speranze e qualche malumore tra i giovani bolognesi
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BOLOGNA – Si respira gioia davanti ai cancelli del liceo ‘Minghetti’ di Bologna fra le studentesse e gli studenti che oggi ricominciano le lezioni. Dopo “due anni obiettivamente ingoduti“, come li ha definiti una delle ragazze ai microfoni dell’agenzia Dire, l’idea di rientrare in classe, rivedere i compagni e poter vivere e respirare l’atmosfera scolastica a tutto tondo crea emozione ma anche una certa preoccupazione.

“Siamo contenti ma anche un po’ spaventati per quello che potrà succedere afferma un’alunna che fa capannello davanti all’ingresso dell’istituto in via Nazario Sauro, insieme a una manciata di compagni. Tutti e tutte avvertono lo spettro della chiusura e della didattica a distanza, alcuni lo manifestano attraverso una riflessione politica: Sono molto scontenta– afferma una studentessa intervistata- perché mancano le sedi, mancano le aule, manca il personale. Non è il rientro a scuola che ci avevano promesso, non è un rientro a scuola in sicurezza e come al solito tutto ciò ricade su noi studenti“.

Giuseppe, un ragazzo che frequenta la terza liceo che senza giri di parole afferma: “Spero vada bene e spero di fare il mio ultimo anno il più possibile in presenza. Non siamo partiti proprio benissimo perché la sede di Ca’ selvatica dove abbiamo nove classi non è pronta e il fatto che in tutta l’estate la Città metropolitana non sia riuscita a sistemare nove classi penso la dica lunga su quanto alle istituzioni interessi veramente la scuola– e aggiunge- il Salvemini oggi riapre già con una parte di didattica a distanza perché anche loro sono senza aule e non hanno avuto gli spazi necessari per poter rientrare in sicurezza. Oggi pomeriggio andremo all’Archiginnasio a contestare il ministro perché, fra l’altro, essendo lui stato assessore alle politiche europee per lo sviluppo, scuola, formazione, ricerca, università e lavoro della Regione Emilia-Romagna, sa bene qual è a situazione”.

Per altri la speranza è che aver fatto tutti i vaccini e i lockdown sia servito a qualcosa. Anche perché l’ambiente del Minghetti è uno dei motivi fondamentali per cui si sceglie questa scuola”. La più ottimista del gruppo spiega che “il fatto di cominciare in presenza tutti insieme e in sede, anziché in Fiera dove ci avevano spostato l’anno scorso, ci fa ben sperare. Alle sue spalle una compagna assicura: “Cercheremo di fare una lotta e cercheremo di migliorare un minimo le cose”.

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