Pd, manichino impiccato davanti la sezione di Roma nord e minacce fasciste

La denuncia del deputato Filippo Sensi su Twitter
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ROMA – Macabra intimidazione al Pd. Un manichino impiccato al cancello della sezione di Roma Nord a Ponte Milvio. Lo denuncia il deputato dem Filippo Sensi. “Ecco la sorpresina che si sono trovati stamattina i ragazzi della sezione Pdnetwork di Ponte Milvio a Romanord: un pupazzo impiccato e striscioni runici. Questa è l’aria che tira. Solidarietà e sempre maggiore determinazione, senza paura”, scrive Sensi su Twitter.  Sul muro accanto delle scritte: “Pc = Porci democristiani. Omicidi, stupri, degrado di stampo allogeno. Voi complici e mandanti”. La firma R N accanto a una runa. Nei pressi c’e’ una sezione di Casapound.

DEM DI ROMA: “SE FASCISTI CI ATTACCANO, STIAMO ANDANDO IN GIUSTA DIREZIONE”

“Da mesi le sedi del Partito Democratico di Roma sono oggetto di vili attacchi di stampo fascista. Nottetempo, un gruppo di vigliacchi ha imbrattato i muri di quella di Ponte Milvio lasciando anche un fantoccio impiccato all’ingresso. Se gli autori di questo gesto pensano di intimidirci si sbagliano di grosso. Le donne e gli uomini del Partito Democratico continueranno a combattere coraggiosamente schierandosi sempre dalla parte dei diritti, della democrazia, della legalità. Se i fascisti reagiscono così significa che stiamo andando nella giusta direzione. E in questa direzione continueremo ad andare: verso un’Italia più giusta, più equa e più solidale”. Così il Pd di Roma in una nota.

DEM LAZIO: “INTIMIDAZIONI A ROMA NORD, STESSI SLOGAN DI SALVINI”

“Gravissimo atto intimidatorio nei confronti del circolo Pd di Ponte Milvio. Striscioni deliranti e un lenzuolo a rappresentare un pupazzo impiccato sulla porta di ingresso. La firma inequivocabile dei fronti neofascisti di Roma Nord. Se pensano di intimidirci in questa maniera sbagliano di grosso. Salvini invece di attaccare i magistrati che fanno il loro dovere, si preoccupasse, in quanto ministro degli Interni, di individuare e punire i colpevoli di tali atti. Capisco il suo imbarazzo di capopartito che delle parole d’ordine d’odio e razzismo, le stesse di questi neofascisti, ne ha fatto i suoi slogan”. Lo dichiara in una nota Enzo Foschi, vicesegretario del Pd Lazio.

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