Costa d’Avorio, la fabbrica del cioccolato devasta le foreste

A rivelarlo un'inchiesta del Guardian: in Costa D'Avorio ci sarebbero l’80% di foreste pluviali in meno rispetto al 1960
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ROMA – L’industria del cioccolato sta devastando le foreste pluviali in Africa occidentale: a denunciarlo un’inchiesta condotta dal quotidiano inglese ‘The Guardian’. Secondo l’indagine, i commercianti di cacao che vendono a multinazionali come Mars, Nestlé, Mondelez e ad altre aziende comprano chicchi raccolti illegalmente in aree protette della Costa d’Avorio. E nel Paese, ora, ci sarebbe l’80% di foreste pluviali in meno rispetto al 1960. Secondo l’inchiesta, i raccolti illegali sono poi mischiati con quelli ottenuti in modo legale rendendo difficile ricostruire gli illeciti.

Il ‘Guardian’ sottolinea che le barrette Mars, i Ferrero Rocher e le tavolette Milka potrebbero contenere cacao illegale. Di certo, dalla Costa d’Avorio proviene ben il 40% del cacao prodotto in tutto il mondo. Le multinazionali non negano che il fenomeno della deforestazione, in particolare in Costa d’Avorio e in Ghana, è connesso al ciclo produttivo del cacao. Stando all’inchiesta, infine, le multinazionali riconoscono che il cacao sostenibile è una grande sfida da affrontare e riconoscono l’urgenza di trovare una soluzione.

di Marina de Ghantuz Cubbe e Cristiana Mastronicola, giornaliste

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