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VIDEO | ‘I peggiori giorni’, Edoardo Leo: “Il film racconta con lucidità quello che siamo diventati” 

Leo e Massimiliano Bruno dal 14 agosto al cinema. Nel cast anche Anna Foglietta: “Servirebbe una rivoluzione ogni giorno contro l'evasione delle tasse”

Pubblicato:13-08-2023 12:09
Ultimo aggiornamento:13-08-2023 12:09

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ROMA – A un anno da ‘I migliori giorni’, Edoardo Leo e Massimiliano Bruno tornano sul grande schermo il 14 agosto con ‘I peggiori giorni’ (distribuito da Vision Distribution), presentato in anteprima al Taormina Film Fest.

Quattro nuovi episodi per un film corale che, fra ironia e amarezza, sonda l’animo umano e le sue miserie. La pellicola si apre con l’episodio di Natale diretto da Leo, qui anche interprete insieme a Bruno e Foglietta; Halloween diretto da Bruno con protagonisti Rocco Papaleo, Giovanni Storti, Sara Baccarini; Ferragosto diretto da Bruno con protagonisti Claudia Pandolfi, Anna Ferzetti, Neri Marcorè, Ricky Memphis; e Primo Maggio diretto da Leo con protagonisti Fabrizio Bentivoglio, Giuseppe Battiston.

Il tema del lavoro “in Italia è molto complesso. Se le persone che guadagnano non pagassero le tasse, quelle persone che non guadagnano non potrebbero nemmeno andare in ospedale a curarsi un dito rotto”, ha detto Anna Foglietta durante l’intervista all’agenzia Dire. “Ma in Italia non si può parlare del ‘nero’ quando secondo me dovrebbe essere l’unico argomento di cui parlare ogni singolo giorno. È un problema da sempre – ha proseguito Foglietta – ma oggi ancora di più. Bisognerebbe fare una rivoluzione ogni secondo contro questa brutta tendenza, ovvero quella di evadere le tasse”.


Tra ‘i peggiori giorni’ c’è anche Ferragosto, durante cui va in scena uno scontro tra classi sociali a causa di figli adolescenti alle prese con i rischi di un party ad alto tasso alcolico e i pericoli della rete. “L’educazione digitale dovrebbe essere materia scolastica così come l’educazione sentimentale”, ha detto Foglietta. “È tutto mutato così velocemente che spesso si usa la tecnologia in maniera impropria, dovrebbe essere regolamentata. Non lo dobbiamo dire noi in un’intervista – ha proseguito l’attrice – ma la politica si deve interrogare profondamente sull’uso improprio dei social e argini quello che sta rischiando di diventare il problema dei problemi insieme all’ambiente. La ricaduta in termini sociali – ha concluso – è violenta, lo dico da genitori ma ancor prima da cittadina ed essere umano”. I social rappresentano una “diavoleria che acchiappa tutti, grandi e piccoli. È difficile uscirne perché è diventata irrinunciabile. Bisogna riflettere su quali siano le insidie, i vantaggi e gli svantaggi”, ha sottolineato Neri Marcorè.

Sul corretto uso dei social tra i ragazzi un ruolo ce l’ha “sicuramente la famiglia ma anche la scuola, che è fondamentale per creare persone con un po’ di civismo, umanità e consapevolezza. La scuola è il luogo più determinante per il cambiamento”, ha detto Giovanni Storti. “Bisognerebbe cominciare a lottare per una cultura di minor violenza, soprattutto nei confronti delle donne, c’è una violenza culturale che le mette in secondo piano. Questo potrebbe essere un argomento su cui riflettere nel prossimo film”, ha aggiunto Massimiliano Bruno.

Come mostra la pellicola, ad Halloween i mostri non sono solo quelli travestiti da lupi mannari, streghe o vampiri. “I mostri di oggi sono gli arroganti, quelli che distruggono le cose, che non considerano niente e nessuno.  Sono ovunque”, ha detto Storti. Per Sara Baccarini sono  “gli egoisti e gli egocentrici, ma i mostri sono così tanti che la lista sarebbe infinita”. Spesso “vediamo dei mostri seguitissimi sui social che dicono delle banalità enormi. In percentuale sono di più i mostri che le brave persone”, ha aggiunto Bruno.  “Il film racconta in maniera abbastanza lucida quello che siamo diventati. Noi non volevamo mostrare chi sono i buoni e chi i cattivi. Perché oggi vincitori e vinti, come pensiamo io e Massimiliano (Bruno, ndr), stanno sulla stessa barca…quella dei vinti”, ha dichiarato Leo. “È stato complesso essere scevri dal pregiudizio ideologico su alcuni personaggi. Si tende a parteggiare per quello che ci sembra più simile a noi. La cosa interessante – ha concluso – era creargli delle zone d’ombra e non rendere dei santini quelli più bravi e intelligenti”. 

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