Eterna gratitudine al Drake, e ora pure la figurina

Il messaggio di Muzzarelli, sindaco di Modena, a 28 anni dalla scomparsa di Enzo Ferrari
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ferrari03BOLOGNA – Enzo Ferrari è ricordato dai modenesi con “crescente ammirazione e gratitudine perché ha saputo creare un mito immortale ed ha segnato la storia di questa città e questo territorio”. Lo afferma il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli in un telegramma inviato, anche a nome dell’amministrazione comunale, a Piero Ferrari in occasione del 28esimo anniversario della morte del padre avvenuta il 14 agosto del 1988. Il sindaco sottolinea, in particolare, come, pur passando gli anni, la Ferrari sia sempre “più amata nel mondo, sinonimo di velocità, perfezione, innovazione”. Come testimonia il numero sempre maggiore di visitatori al Museo Casa natale Enzo Ferrari realizzato dalle Istituzioni locali proprio per onorare una storia di passione e creatività.

Per sottolineare come la memoria di Ferrari rimanga viva nel cuore dei modenesi, domani, alle 11, l’assessore Anna Maria Vandelli, in rappresentanza dell’amministrazione, deporrà un cesto di fiori con la scritta “Città di Modena” sulla tomba del Drake al cimitero di San Cataldo. Inoltre, non poteva mancare un omaggioa Enzo Ferrari nella mostra “I migliori album della nostra vita. Storie in figurina di miti, campioni e bidoni dello sport” che inaugurerà il 16 settembre al Mata di Modena, in occasione del Festival filosofia dedicato all’Agonismo. Il Drake viene ricordato, ovviamente in figurina, come pilota di automobilismo in un album d’epoca insieme ad altri il cui nome nei primi decenni del Novecento è legato a gare come la storica Mille Miglia o la Targa Florio: da Giuseppe Campari a Guido Meregalli, da Ferdinando Minoia a Deo Chiribiri. Ma tra le mille e più figurine di sport e sportivi saranno esposti anche album dedicati all’automobilismo con le immagini di piloti, come Niki Lauda o Gilles Villeneuve, più legati alla casa automobilistica creata da Ferrari a Maranello.

“I migliori album della nostra vita”, allestita al Mata e con un percorso parallelo anche al Museo della Figurina in corso Canalgrande, dove si trova la sezione ferrari06dedicata alle Olimpiadi di Rio, completa l’esposizione con gigantografie, video e animazioni, tra percorsi di gioco, installazioni ed esperienze multisensoriali che trasformano un gesto atletico in rappresentazione creativa. La mostra, visitabile fino al 26 febbraio 2017, è a cura del giornalista Leo Turrini, ed è realizzata dal Museo della Figurina del Comune col sostegno di Fondazione Cassa di risparmio di Modena e Gruppo Hera. Partner Regione Emilia-Romagna, Apt e Città d’arte dell’Emilia-Romagna. Parte del materiale esposto è stato donato al museo anche da Panini spa.

Nel catalogo che accompagna l’allestimento il curatore descrive Enzo Ferrari come “un grande italiano del Novecento che seppe portare al massimo livello la combinazione tra i mezzi e il fine”. Per Leo Turrini, infatti, “Ferrari costruiva automobili da corsa avendo come obiettivo la vittoria. Ma, al tempo stesso, vincolava ogni sforzo creativo e produttivo alla successiva realizzazione di vetture da strada, certo costose come opere d’arte e però destinate a confondersi nel traffico dei comuni mortali. Ciò che serviva per trionfare in un Gran Premio, doveva tornare utile anche all’automobilista qualunque. Il fine, cioè un progresso tecnologico al servizio della umanità intera, giustificava l’ossessione per il trionfo sotto la bandiera a scacchi. La passione dell’uomo, davvero, è un sentimento immortale”.

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