martedì 11 Agosto 2026

Apple ha citato in giudizio OpenAI per “furto sistematico di segreti industriali”: la battaglia dei due colossi del settore tech

Non si tratta di accuse generiche: la causa nomina persone specifiche e descrive episodi precisi

ROMA – OpenAI non è più solo un’azienda di software. Sta costruendo hardware, dispositivi fisici che potrebbero cambiare il modo in cui le persone interagiscono con l’intelligenza artificiale. E Apple sostiene che per farlo abbia usato i suoi segreti.

COSA ACCUSA APPLE

Apple accusa OpenAI di aver sottratto segreti industriali e informazioni riservate a ogni livello ,dallo staff tecnico fino al chief hardware officer, in coordinamento con i partner commerciali. Non si tratta di accuse generiche: la causa nomina persone specifiche e descrive episodi precisi. Il primo nome è Tang Tan. Tan ha lavorato in Apple per 24 anni, arrivando a ricoprire la carica di vicepresidente del design dei prodotti, lavorando a stretto contatto con Jony Ive.

Dopo aver lasciato Apple è diventato Chief Hardware Officer di OpenAI. Apple lo accusa di aver estorto segreti commerciali ai propri dipendenti durante i colloqui di lavoro, incoraggiandoli a portare “componenti reali” di Apple per le sessioni di “presentazione” presso OpenAI, una sorta di show and tell dello spionaggio industriale. Il secondo nome è Chang Liu. Liu, ex ingegnere elettrico senior in Apple, ha lasciato l’azienda nel gennaio 2026 per unirsi a OpenAI senza restituire il laptop aziendale. Avrebbe quindi sfruttato un bug di autenticazione per accedere ai sistemi interni di Apple e scaricare di nascosto decine di file riservati,specifiche tecniche, presentazioni di ingegneria, dati su prodotti non ancora annunciati. Liu è inoltre accusato di aver istruito una ex collega su come evitare di essere individuata dal team di sicurezza di Apple mentre copiava file riservati, suggerendole anche quali materiali studiare in vista di un colloquio con OpenAI.

C’è un terzo elemento nella causa che merita attenzione. Tra le parti citate in giudizio figura io Products, la startup hardware fondata dall’ex designer Apple Jony Ive e acquistata da OpenAI nel 2025 per 6,5 miliardi di dollari con l’obiettivo di creare una famiglia di prodotti per l’era dell’intelligenza generativa. Ive, che in Apple aveva lavorato a stretto contatto con Tang Tan, non è citato personalmente nella causa. Ma la sua azienda sì.

COSA CHIEDE APPLE

Apple chiede che OpenAI fermi immediatamente le sue pratiche scorrette e distrugga tutto il materiale ottenuto illegalmente, che riprogetti i suoi prodotti in modo che non includano alcuna sua tecnologia, e ha chiesto un processo con giuria. Apple sottolinea di aver già scritto a OpenAI a febbraio esprimendo preoccupazioni sulla circolazione di proprie informazioni riservate, senza ricevere risposta.

COSA RISPONDE OPENAI

Un portavoce di OpenAI ha dichiarato che la società non è interessata ai segreti industriali di altre aziende e resta concentrata sullo sviluppo di tecnologie innovative.

PERCHÉ È UNA STORIA CHE VA OLTRE I DUE PROTAGONISTI

L’azione legale arriva mentre OpenAI sta sviluppando una famiglia di dispositivi per eseguire i suoi modelli di intelligenza artificiale, prodotti che potrebbero portare la società oltre l’era degli smartphone. Il vincitore potrebbe dominare il futuro, proprio come l’iPhone di Apple ha dominato il mercato dei consumatori negli ultimi 20 anni. La causa rappresenta una clamorosa svolta nella storia delle due società che dal 2024 collaborano, con ChatGPT integrata nel sistema operativo dell’iPhone.

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