Istat: calano gli arrivi degli stranieri, ma gli italiani scappano all’estero (+8%)

Cresce il numero di italiani che scelgono di emigrare mentre diminuisce il numero degli stranieri che arrivano in Italia
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Il numero di cittadini stranieri che arrivano nel nostro Paese è in calo (-8,6%), mentre prosegue l’aumento dell’emigrazione di cittadini italiani (+8,1%). Nel 2019, spiega l’Istat, i cancellati perchè trasferiti all’estero sono stati 182.154, il 16,1% in più rispetto all’anno precedente. Aumenta, tuttavia, il numero di italiani che rientra dopo un periodo di emigrazione all’estero (sono 73 mila nel 2019, 26 mila unità in più rispetto al 2018).

LEGGI ANCHE: Prosegue la crisi demografica. Istat: “Nuovo record negativo di nascite dall’Unità d’Italia”

Va considerato che, tra gli italiani che trasferiscono all’estero la loro residenza, una quota è da imputare ai cittadini in precedenza stranieri che, acquisita la cittadinanza italiana, decidono di emigrare in Paesi terzi o di fare ritorno nel luogo di origine. Una tendenza che, sottolinea l’Istituto di statistica, negli ultimi anni sta acquistando sempre più consistenza: nel 2018, le emigrazioni di questi nuovi italiani ammontavano a circa 35 mila (30% degli espatri, +6% rispetto al 2017). I saldi migratori per l’estero mostrano un bilancio negativo per gli italiani (-53 mila) e positivo per gli stranieri (+205 mila).

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»