Piccoli Comuni spopolati: addio a 74.000 persone in ultimi 6 anni

ROMA –  Invecchiamento e fuga nelle grandi città. I piccoli Comuni italiani sono sempre più a rischio spopolamento. Lo conferma l’Anci, in una ricerca condotta sui piccoli centri, quelli fino a 5.000 abitanti, presentata oggi alla 28esima conferenza nazionale ‘Small city and smart land’ sul Lago di Viverone, a cavallo delle province di Torino e Biella. A causa della denatalità, sottolinea lo studio Anci, basato su dati Istat, l‘Italia è sempre più un Paese anziano. Ma i piccoli centri soffrono anche per lo spopolamento, dal momento che sempre più le famiglie e i giovani si trasferiscono nei centri maggiori, con più servizi e possibilità di lavoro. La piramide per età della popolazione dei due gruppi di Comuni (grandi e piccoli) rileva evidenti differenze.

Le persone di 65 anni e oltre sono il 24% nei piccoli Comuni e il 22% negli altri centri. I giovani, invece, ovvero fino a 24 anni, rappresentano il 22% nei paesi più piccoli e quasi il 24% nei Comuni più grandi. Sola la classe di età compresa tra i 45 e 54 anni ha lo stesso peso nei due gruppi di Comuni. Dall’ultimo censimento Istat a oggi, rileva ancora la ricerca Anci, il bilancio dei trasferimenti di residenza tra Comuni penalizza fortemente quelli più piccoli. Il saldo migratorio interno nei piccoli centri, ovvero il bilancio tra iscrizioni e cancellazioni anagrafiche, registrava un calo di 3.400 persone nel 2012, che nel 2017 sono diventate 16.000 unità in meno. A conti fatti, dunque, in questi ultimi sei anni sono andate via dai piccoli Comuni quasi 74.000 persone.

MATTARELLA: “EVITARE SPOPOLAMENTO TERRITORI”

“Assicurare una buona qualità della vita nei centri di minori dimensioni vuol dire combattere le diseconomie tipiche delle aree urbane affollate e proporsi un modello di vita sostenibile. Occorre evitare lo spopolamento e il depauperamento dei territori, fenomeni forieri di disgregazione e dissesto: è questa una condizione di coesione sociale, oltre che di tutela dell’integrità dei nostri territori. L’abbandono delle periferie provoca rovina anche dell’ambiente circostante, mentre la riqualificazione e il rilancio portano invece una crescita di valore e di opportunità in un territorio più ampio”. Lo dice Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della XVIII Conferenza Nazionale ANCI Piccoli Comuni, nel messaggio inviato al Presidente dell’ANCI, Antonio Decaro.

“RETE PREZIOSA CHE CONTRIBUISCE CRESCITA PAESE”

“La nostra Penisola è ricca di centri abitati grandi e piccoli, ciascuno dei quali esprime la cultura delle popolazioni che li hanno fondati, è specchio della industriosità dei suoi abitanti, passati e presenti, testimonia le virtù civiche proprie alla comunità attraverso le istituzioni comunali che li amministrano”, spiega il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della XVIII Conferenza Nazionale ANCI Piccoli Comuni, nel messaggio inviato al Presidente dell’ANCI, Antonio Decaro. Si tratta, aggiunge, “di una rete preziosa che contribuisce a far crescere e tutelare i territori del nostro Paese e i suoi abitanti. La legge sui piccoli Comuni, approvata nella scorsa legislatura da una larga maggioranza parlamentare, ha consentito di compiere un passo significativo in direzione di un riconoscimento pieno dei diritti di cittadinanza anche per i cittadini dei centri demograficamente minori. Ora, anche grazie al contributo di idee e di esperienze di tanti sindaci, è necessario andare avanti con progetti di riqualificazione dei centri storici, di coordinamento e potenziamento dei servizi per i cittadini, di investimento sulle innovazioni tecnologiche e la cura dell’ambiente, di promozione del turismo e delle economie locali”. “Tutti i livelli di governo- dice ancora- sono chiamati a fare la loro parte. Nei piccoli Comuni vive una parte consistente della nostra popolazione”.

“Opportunamente al centro del dibattito della vostra conferenza nazionale- continua il capo dello stato- vi è il tema di come trasformare aree marginali in “smart land”. Si tratta di realizzare, verso l’obiettivo di una società sostenibile, reti di mobilità, comunicazione, istruzione e ricerca, sempre più efficienti, per poter fornire servizi di qualità a tutti i concittadini, senza negative conseguenze per chi scelga di vivere nelle aree interne del Paese”. “Unità vera e inclusività sono beni comuni da perseguire con tenacia, con creatività, con capacità innovativa. Giustamente, nei vostri lavori, intendete porre questi obiettivi di sviluppo anche all’Unione Europea, predisponendoci ad utilizzare al meglio le politiche e le risorse che l’Europa già rende disponibili”. “Certo che anche questa Conferenza sarà occasione di crescita per le singole amministrazioni comunali come per le loro formule aggregative, esprimo a tutti i sindaci presenti il più cordiale augurio di buon lavoro”, conclude Mattarella.

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13 Luglio 2018
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