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Grasso: “Whistleblowing, sia legge entro fine legislatura”

"E' stata per piu' di un anno e mezzo ferma in commissione al Senato. Credo che sia giunto il momento di riprenderne l'esame"
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Pietro GrassoROMA – La proposta di legge che tutela i whistleblower, i lavoratori che denunciano alle autorità attività illecite o fraudolente, “e’ stata per piu’ di un anno e mezzo ferma in commissione al Senato. Credo che sia giunto il momento di riprenderne l’esame in modo che approdi presto in aula e diventi legge entro le fine della legislatura”. Lo ha detto il presidente del Senato Pietro Grasso, nel corso del suo intervento al convegno ‘Da mani pulite a Cantone: il valore delle regole’, organizzato a Palazzo Giustiniani da Gianluca Maria Esposito professore di diritto amministrativo e direttore della scuola anticorruzione e appalti dell’universita’ di Salerno.

“CORRUZIONE PRIMA MINACCIA ALLA CULTURA DEMOCRATICA”

“La legalita’ e’ la forza dei deboli, perche’ e’ lo strumento attraverso il quale si limitano i soprusi dei potenti in favore di equita’ e giustizia. Un Paese civile non puo’ e non deve perdere mai di vista il valore delle regole”, spiega Grasso. “La corruzione e’ la prima minaccia alla cultura democratica di uno stato, uno schiaffo al bene comune, il disprezzo per la cosa pubblica in favore di un interesse particolare”. La cura, dice Grasso, si fonda su “due principi: la necessita’ della semplificazione amministrativa e la certezza delle sanzioni“.

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