venerdì 17 Luglio 2026

L’Iran mina i siti nucleari, gli Stati Uniti preparavano un’operazione di terra?

Lo scrive la Cnn. Teheran ha sigillato alcuni depositi di uranio arricchito, rendendoli di fatto inaccessibile. Così in caso di accordo dichiarerebbe il materiale irrecuperabile

ROMA – Mentre Washington e Teheran trattano la consegna dell’uranio iraniano agli Stati Uniti – come parte di un possibile pre-accordo di pace – l’Iran sta rendendo quell’uranio sempre più difficile da raggiungere. Nelle ultime settimane, secondo cinque fonti della CNN a conoscenza dell’intelligence americana, Teheran ha deliberatamente fatto crollare tunnel e minato gli ingressi dei depositi in cui è custodita circa mezza tonnellata di uranio arricchito a livelli prossimi alla soglia bellica. Operazioni che, secondo le stesse fonti, sarebbero state accelerate dopo che Trump aveva pubblicamente lasciato intendere di poter ordinare all’esercito di sequestrarlo.

Il risultato pratico è che recuperare quel materiale, con o senza accordo, è oggi molto più complicato di un mese fa. Anche per gli iraniani stessi: ci vorrebbero macchinari pesanti per lo scavo e operazioni di sminamento, con tutti i rischi del caso. La comunità internazionale ritiene che la maggior parte delle scorte si trovi nei tunnel del complesso nucleare di Isfahan, nell’Iran centrale, bombardato dagli Stati Uniti un anno fa.

Gli esperti avvertono che le nuove fortificazioni offrono a Teheran un’opportunità per dichiarare irrecuperabile una parte del materiale, senza che gli Usa possano verificarlo con certezza. Se l’accordo dovesse prevedere che l’Iran consegni l’intero inventario in un unico sito per la verifica, l’onere ricadrebbe sull’Iran, con il rischio che una parte venga dichiarata inaccessibile e resti potenzialmente disponibile in futuro.

A metà maggio, l’esercito americano aveva preparato un’operazione per sequestrare il materiale con la forza, poi bloccata perché ritenuta troppo rischiosa. Da allora, l’Iran ha ulteriormente consolidato le difese. Due delle fonti della Cnn hanno fatto notare che, discutendo pubblicamente dell’uranio come possibile obiettivo militare, Trump potrebbe aver fornito a Teheran esattamente la spinta necessaria per proteggerne l’accesso.

Anche in caso di firma dell’accordo, la rimozione fisica dell’uranio richiederebbe settimane di lavoro specializzato, probabilmente affidato alla National Nuclear Security Administration e alle strutture dell’Oak Ridge National Laboratory nel Tennessee. Tutto molto teoricamente.

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