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VIDEO | G7, Emmi (Civil 7): “Basta armi, è il momento di costruire la pace”

Al centro della prima giornata dei lavori il dossier Ucraina, con la partecipazione del capo di Stato Volodymyr Zelensky

Pubblicato:13-06-2024 22:27
Ultimo aggiornamento:05-07-2024 21:51

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BARI – Invece di investire migliaia di miliardi di dollari in armi, i Paesi del G7 dovrebbero impegnarsi a “costruire la pace”, anche prevenendo nuovi conflitti: lo sottolinea Valeria Emmi, sherpa di Civil 7, rete della società civile internazionale. L’occasione è un’intervista con l’agenzia Dire a margine del vertice dei capi di Stato e di governo al via nel resort pugliese di Borgo Egnazia.
Al centro della prima giornata dei lavori il dossier Ucraina, con la partecipazione del capo di Stato Volodymyr Zelensky a una sessione speciale cominciata nel pomeriggio.
“Il tema della pace e del finanziamento di armi per contrattaccare e di fatto difendere Paesi che stanno subendo un’aggressione è essenziale nell’appello del Civil 7, una rete che riunisce 700 organizzazioni da oltre 70 Paesi” la premessa di Emmi, anche in riferimento al conflitto in Est Europa con la Russia.
Secondo la sherpa, le organizzazioni sociali chiedono la “costruzione di una pace che sia positiva e che sia fondata sui negoziati”.

C’è poi una riflessione su dati elaborati a partire da un obiettivo indicato dal segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg: tutti i Paesi dell’Alleanza atlantica, questa la tesi, dovrebbero spendere almeno il 2 per cento del loro Prodotto interno lordo (Pil) in armamenti e tecnologie militari. Secondo l’agenzia di stampa Bloomberg, se si facesse una scelta del genere solo gli Stati europei membri della Nato sarebbero chiamati a investire 470 miliardi di dollari. Esperti militari hanno peraltro sostenuto che per avere un “potere di deterrenza” adeguato le spese nazionali dovrebbero essere portate al 4 per cento del Pil.
“Ai leader del G7 chiediamo invece che non si investano 10mila miliardi di dollari solo in armi” dice Emmi, con stime proiettate su un orizzonte temporale di dieci anni.
La sherpa è convinta che la pace vada inoltre costruita anche in assenza di conflitti già in corso. “Deve essere una costruzione continuativa” l’appello di Emmi. “Solo in questo modo sarà possibile prevenire le guerre e creare i presupposti di un mondo nel quale tutti gli Stati e tutti i popoli possano convivere”.


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