Nuova rissa in carcere a Rieti, Sappe: “Bonafede mandi ispettori”

Dopo la rivolta dei detenuti nigeriani, c'è stata una violenta rissa, che ha visto alcuni detenuti italiani aggredire i pochi africani rimasti
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – “Resta altissima la tensione nel carcere di Rieti, dove in poche ore si sono verificate una rissa e una rivolta. Una situazione incandescente, che ha visto contrapporsi detenuti italiani e nigeriani”. Così il Sappe in una nota.

“La situazione resta molto grave- denuncia Maurizio Somma, segretario nazionale per il Lazio del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe-. Ulteriori disordini si sono verificati nella Sezione detentiva G3 del carcere di Rieti. Verso le 14 detenuti italiani, per vendicarsi delle violenze subite, hanno massacrato di botte quattro nigeriani, gli ultimi rimasti dopo il trasferimento avvenuto ieri sera dei rivoltosi africani.

I detenuti si sono scagliati contro con le macchinette da caffè e piedi di tavolo, ma grazie al tempestivo intervento del personale di polizia penitenziaria si è scongiurato il peggio. Tutto questo è successo perché è stato ordinato di riaprire la Sezione, decisione a nostro avviso assai grave, perché si sarebbe dovuto aspettare ancora un po’. La giornata di oggi è stata l’ennesima dura prova per la professionalità della polizia penitenziaria di Rieti che comunque nelle peggiori situazioni riesce a portare avanti il proprio lavoro con grande professionalità ed abnegazione”, conclude Somma.

Il Segretario Generale del Sappe Donato Capece giudica la condotta dei detenuti “irresponsabile e gravissima” e invita il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede “a mandare quanto prima ispettori ministeriali in carcere a Rieti”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

13 Giugno 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»