Dal Senegal al Marocco, ‘Francafrique stile Macron’

Sul tavolo, oltre alla crisi del Golfo, ci sono anche altri temi: cooperazione in ambito economico, sicurezza, crisi libica e lotta al cambiamento climatico
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ROMA – Iniziative per avvicinare Parigi ai suoi partner africani vedono impegnati in questi giorni il presidente francese Emmanuel Macron e il suo ministro degli Esteri Jean-Yves le Drian. Mentre oggi a Berlino si conclude il summit organizzato da Angela Merkel per promuovere le relazioni tra il G20 e alcuni Paesi africani, Macron prepara la sua visita a Rabat. Domani, insieme alla moglie Brigitte, il presidente accoglierà l’invito del re del Marocco, Mohammed VI, per quella che i portavoce dell’Eliseo descrivono come una visita di cortesia “personale”. Oltre alla crisi del Golfo, rispetto alla quale sembra che Mohammed VI si proporrà a Macron come mediatore, i due dovrebbero parlare di cooperazione in ambito economico e di sicurezza, di crisi libica e lotta al cambiamento climatico.

La visita si svolgerà quasi in contemporanea con quella del ministro degli Esteri Jean-Yves le Drian, che è in Algeria. Oggi, dopo aver visitato l’Egitto e la Tunisia, le Drian conclude infatti la sua visita ad Algeri, mentre domani sarà in Senegal e venerdì in Mauritania. Secondo i portavoce dell’Eliseo, il fatto che le visite diplomatiche in Marocco e Algeria si svolgano quasi in contemporanea è una coincidenza “fortuita”. Già in passato, Macron aveva dichiarato di voler portare avanti una politica di amicizia verso i due Paesi del Maghreb. Questi ultimi, che Macron ha definito entrambi ‘partner essenziali‘, sono rivali storici, principalmente a causa dell’annoso conflitto che interessa l’area del Sahara Occidentale, su cui la Francia è in linea con le posizioni dell’Onu. Ieri, il presidente del Senegal Macky Sall era in visita a Parigi, mentre meno di un mese fa Macron era in Mali per visitare le truppe francesi di stanza a Gao. In un commento di poco successivo a quell’incontro, Meera Venkatachalam, docente di relazioni internazionali all’Università Witwatersrand di Johannesburg, aveva scritto che, nonostante Macron abbia apertamente espresso rimorsi per il passato coloniale della Francia, “è improbabile che allenti la sua presa sull’Africa”.

di Giulia Beatrice Filpi, giornalista

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