ROMA – Commercio e investimenti sono meglio degli aiuti: parola del viceministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale Edmondo Cirielli, sentito dall’agenzia Dire a proposito dell’iniziativa statunitense “Trade over Aid”.
Un percorso e allo stesso tempo un manifesto politico, quello americano, presentato al Palazzo di vetro, nella sede delle Nazioni Unite, a fine aprile.
Cirielli torna sul tema rispondendo a una domanda a margine di Codeway Expo 2026, manifestazione di Fiera Roma immaginata come spazio di incontro tra imprese, istituzioni e società civile sui temi della cooperazione.
“Gli Stati Uniti puntano a una forma di collaborazione che sia ‘win-win’“, la premessa del viceministro. “Se facciamo vincere l’Occidente dal punto di vista economico riusciamo a far vincere anche l’Africa, perché lì si creano infrastrutture reali“.
Quello di Cirielli è uno sguardo anche critico su ciò che è stato negli ultimi decenni. “Finora”, la tesi del viceministro, “si sono dati soldi a pioggia con una logica di assistenzialismo, che non hanno prodotto un reale sviluppo in Africa, in cambio magari del saccheggio delle risorse e delle materie prime del continente”.
Cirielli sottolinea: “Non crediamo che sia questo lo scopo della collaborazione; dobbiamo produrre uno sviluppo reale, concreto, con infrastrutture, formazione giovanile e posti di lavoro vero”.
Secondo il viceministro, “questo farà crescere anche un ceto medio importante e così non facciamo solo del bene all’Africa, come è giusto che sia, ma creiamo un mercato immenso che per un Paese come l’Italia che produce ed esporta cose di qualità significa creare un interscambio”.
Non solo. In questo modo, secondo Cirielli, si può “anche avere una migrazione di qualità, di chi vuole mettersi in gioco, ha una bella formazione, ha un valore e vuole lavorare altrove e magari viene a dare un contributo”.




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