Pavia, Piano Lombardia da 111 milioni per 78 progetti: 10 per l’Oltrepò Pavese

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Il presidente della Regione Attilio Fontana conferma l'investimento, che interesserà "infrastrutture, rigenerazione urbana, ricerca e innovazione e la realizzazione di un nuovo grande centro di ricerca universitaria"
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Di Giovanni Domaschio

MILANO – Un investimento da 111 milioni: questo è quanto previsto dal ‘Piano Lombardia’ per quanto riguarda la provincia di Pavia. A confermarlo è il presidente della Regione Attilio Fontana, in occasione del punto stampa che si è tenuto al palazzo della provincia di Pavia. I soldi, spiega il governatore, saranno investiti in “infrastrutture, rigenerazione urbana, ricerca e innovazione e, per quanto riguarda l’università, nella realizzazione di un nuovo grande centro di ricerca“. L’incontro con la stampa di Fontana è avvenuto dopo una mattinata di incontri a porte chiuse con i sindaci del territorio, rappresentanti sindacali ed esponenti dell’imprenditoria locale.

Ad affiancare il governatore c’è l’assessore agli Enti Locali, Montagna e Piccoli Comuni Massimo Sertori, che definisce il Piano Lombardia un grande successo “a burocrazia quasi zero anche in un contesto difficile come quello italiano, con normative spesso molto complicate”. L’efficacia del piano, prosegue Sertori, è testimoniata dal fatto che “in alcune zone della Lombardia ci sono meno imprese rispetto ai lavori appaltati e banditi“.

La manovra, dal valore complessivo di circa 4 miliardi di euro, andrà a coprire numerosi progetti in tutta la regione. Tra questi- sottolinea l’assessore- per la zona dell’Oltrepò Pavese “è previsto un finanziamento di oltre 10 milioni per gestire il dissesto idrogeologico“. Un investimento che potrebbe rivelarsi vitale per la provincia di Pavia, dalla quale sono arrivate complessivamente 78 proposte di progetti da finanziare tramite il piano di rilancio economico pensato dalla Regione.

FONTANA: “PRONTI PER 140.000 VACCINI AL GIORNO, MA MANCANO LE DOSI”

Abbiamo dimostrato la scorsa settimana di poter tranquillamente superare le 100.000 somministrazioni di vaccino al giorno. Abbiamo infatti raggiunto la quota di 115.000 dosi, e potremmo ulteriormente salire, fino a 140.000″. Durante il punto stampa al palazzo della provincia di Pavia e prima della visita istituzionale al Policlinico San Matteo, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana continua a premere il pedale dell’acceleratore sulle inoculazioni complessive qualora arrivassero le dosi, “ma- sottolinea il governatore- a parte questa discrepanza tra le nostre disponibilità di vaccinazione e le effettive forniture non c’è nessuna novità su eventuali vaccini in più che arriveranno”.

Al momento l’agenda regionale prevede la copertura per tutti i 50enni lombardi, e le somministrazioni per questa categoria andranno avanti fino a metà giugno. Nessuna possibilità quindi per i quarantenni di prenotarsi, e le cose non sembrano destinate a cambiare a meno che, afferma Fontana, il 20 maggio non arrivi “un numero di vaccini superiore al previsto”.

Oltre alla questione vaccinale, il governatore si esprime anche in merito all’Rt, il dato al momento utilizzato per dividere le regioni in fasce di rischio: “Era un parametro importante nella fase espansiva della pandemia, ma ora ce ne sono altri di più accurati e che meglio rappresentano la situazione”. A margine del punto stampa, Fontana rincara la dose: “Con l’Rt basta veramente un focolaio improvviso, che magari si controlla ma intanto fa alzare il parametro regionale”. Per questo motivo la Regione Lombardia, spiega il presidente, “ha chiesto di poter utilizzare sia il parametro dell’incidenza che quello dell’occupazione degli ospedali sia nella parte ordinaria che in rianimazione. Sono parametri più immediati, più semplici da analizzare e che rendono meglio la oggettiva situazione del momento”.

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