Bologna, una città a misura di chi ama camminare

Bologna portici centro
Lo studio realizzato da Comune, Fondazione per l'innovazione urbana e Systematica, mostra che più del 77% dei residenti abitano in zone "con alto potenziale di camminabilità"
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BOLOGNA – La città di Bologna “è fatta per i suoi cittadini e per chi cammina”, dove “oltre 77% della popolazione vive in zone con alto potenziale di camminabilità”. È l’esito di uno studio, tuttora in corso, realizzato dal Comune insieme alla Fondazione per l’innovazione urbana e alla società Systematica, presentato oggi nel corso della Biennale dello spazio pubblico. Per la ricerca, Bologna è stata sottoposta a una sorta di “esame di prossimità”, per valutare la sua capacità di essere davvero una “città dei 15 minuti”. È stata cioè analizzata la rete dei servizi (commercio, alimentare e non; parchi; bar; scuole; sanità), andando a guardare la loro distanza, la distribuzione e la rete che li collega per capire il “livello di camminabilità”. Sono state prodotte diverse mappe, in base ai servizi, per approfondire la conoscenza sia del centro sia della periferia.

La città non ha una forma unica- sottolinea Rawad Choubassi di Systematica- ma cambia in base alla dotazione di servizi“, come appunto commercio di vicinato, sport e salute. “Più ci allontaniamo dal centro più si vedono le carenze”, segnala lo studioso. Ma dalla ricerca emerge comunque che “oltre il 77% della popolazione bolognese vive in zone con alto potenziale di camminabilità– spiega Choubassi- Bologna è fatta per i suoi cittadini e per chi cammina”.

Una parte dello studio si è concentrato anche su quanto la città sia a misura dei bambini, in particolare i ragazzini di 11-14 anni, che a quell’età iniziano a muoversi con maggiore autonomia. Nella ricerca sono state identificate per ora le scuole nelle aree meno servite, cioè con un livello camminabilità più basse, che diventeranno oggetto di un ulteriore approfondimento nella fase successiva dello studio. “Guarderemo alcuni quartieri nel dettaglio- conferma Systematica- per capire l’utilità e la sicurezza dei percorsi”.

Per il Comune, alle prese con la definizione del nuovo Piano urbanistico, dalla ricerca possono arrivare spunti utili. Ad esempio, spiega il dirigente di Palazzo D’Accursio Francesco Evangelisti, “come far sì che gli interventi di riuso della città aiutino a completare la gamma essenziale dei servizi sul territorio”. Allo stesso modo, la ricerca suggerisce che avere “servizi accessibili sia una condizione di sostenibilità per la riprogettazione dello spazio pubblico”, afferma Evangelisti.

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