VIDEO | Orfeo (Fatebenefratelli Roma): “In Terapia intensiva neonatale sicurezza ‘extra’ sempre, per garantire i piccoli”

"Attivi percorsi sicuri di follow-up neonati prematuri e patologici"
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ROMA –  Ci sono reparti delle strutture sanitarie che per loro natura richiedono norme igieniche e di sicurezza molto alte sempre e non solo in tempi di pandemia. Come nel caso della Terapia intensiva neonatale, che accoglie i piccoli pazienti spesso immunodepressi e percio’ sensibili a virus e infezioni. A parlare di questo e di come le attivita’ di ricovero, cura e dimissioni siano oggi ancora piu’ sicure e’ Luigi Orfeo, direttore della Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale Fatebenefratelli Isola Tiberina di Roma.

– Sembra che il virus fortunatamente non colpisca i bambini, anche se e’ stato letale purtroppo in qualche caso isolato. Questa capacita’ di resistergli da cosa dipende?

“Come gia’ sappiamo i bambini sono suscettibili all’infezione da Coronavirus, infatti abbiamo avuto parecchi bambini positivi ai tamponi per Covid-19, pero’ la malattia si manifesta in maniera meno grave. Questo perche’ abbiamo imparato a conoscere questo virus e sappiamo che gli effetti piu’ gravi sono legati al fatto che l’organismo reagisce al virus quando il paziente e’ affetto gia’ da malattie croniche come ipertensione e diabete, e quindi frequenti nelle persone adulte rispetto ai bambini”.

– Come e’ cambiata l’attivita’ della Tin ai tempi del Coronavirus?  Il contatto del piccolo con la famiglia e’ importante, ma con il distanziamento sociale come vi regolate?

“La nostra attivita’ non si e’ modificata in modo determinante, perche’ tutte le precauzioni che sono attualmente consigliate per prevenire il contagio da Covid nella Terapia intensiva sono sempre adottate. Nel reparto di Terapia intensiva neonatale abbiamo a che fare con bambini che hanno un sistema immunologico poco sviluppato, trattiamo bambini immunodepressi e quindi il lavaggio delle mani, l’uso di disinfettanti, le mascherine e i guanti sono gia’ una prassi comune per noi oggi maggiormente implementata. In realta’ abbiamo dovuto solo ridurre l’afflusso dei parenti in Terapia intensiva neonatale. Una volta sola alla settimana facciamo entrare i fratellini del piccolo paziente o i nonni. Il padre e la madre invece non possono essere considerati dei visitatori, ma sono figure fondamentali nel percorso di cura del paziente. Naturalmente per rispettare il distanziamento sociale abbiamo contingentato il numero di persone che possono essere presenti contemporaneamente nel nostro reparto”.

– Al momento della dimissione quali sono i consigli che offrite ai genitori visto che saranno maggiormente preoccupati per il piccolo dato che il virus per quanto attenuato circola ancora?

“C’e’ tanta preoccupazione sia durante la degenza per la patologia del bambino e sia per la compresenza di tante persone anche all’interno del reparto. Dopo le dimissioni consigliamo di stare a casa. I bambini neonati, pero’, hanno bisogno comunque di fare dei controlli medici, per esempio dobbiamo sapere se l’allattamento si e’ avviato in modo soddisfacente, se il bambino cresce o ha problematiche come l’ittero che di solito ha il suo apice e si manifesta nella terza o quinta giornata di vita. E allora dobbiamo prevedere che i bambini possano tornare in ospedale per eseguire delle visite di controllo. Anche perche’, in questo momento, e’ difficile trovare anche una risposta sul territorio, perche’ le attivita’ in qualche modo sono bloccate. I consigli sono un po’ quelli di sempre e cioe’ sulla crescita, sull’allattamento, sulle misure igieniche”.

– Per i controlli in questa fase 2 come vi state organizzando?

“Abbiamo riattivato le cose davvero indispensabili come il follow-up dei neonati prematuri e patologici. I bambini non possono non essere controllati periodicamente. Questo periodo ha significato una prova per tutti. Mi auguro che le cose vadano meglio. La nascita di un bambino anche in questo periodo dovrebbe rappresentare uno dei periodi piu’ belli e intensi della propria esistenza, e’ cosi’ che andrebbe vissuta. Credo che al Fatebenefratelli Isola Tiberina ci siano tutte le garanzie che la nascita di un bambino, sia a termine che prematuro, sia vissuta dai genitori come un momento di gioia immensa. Il nostro e’ un ospedale sicuro sia perche’ non e’ un Covid Hospital e anche perche’ abbiamo garantito percorsi in sicurezza”.

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13 Maggio 2020
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