VIDEO | Consigliera Vivarelli: “Proposta legge per bonus mamma e papà nella fase 2”

"Perche' le donne non tornino 70 anni indietro"
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ROMA –  La Fase 2 sta tenendo le mamme in casa, come evidenziano numerose rilevazioni, o ai margini del mercato del lavoro o con carriere che “precipitano” nell’accudimento costante dei figli e nell’assistenza alla teledidattica, soprattutto quando si e’ separati o divorziati. A spiegarlo, intervistata dall’agenzia Dire, e’ Maria Grazia Vivarelli, una donna in prima linea, consigliera di Stato e capo di Gabinetto del presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas. Per non “riportare indietro di 70 anni le donne”, per garantirne “emancipazione e autonomia”, per tutelare “i diritti dei figli” nasce la proposta di legge della Consigliera, incentrata sulla “cura dei minori in coppie di separati e divorziati in Fase 2“, in regime di affido condiviso e in assenza di “condizioni patologiche come la violenza”.

La consigliera Vivarelli ha spiegato: “Questo disegno di legge si occupa della gestione dei figli in epoca Covid, durante la quale sono saltati tutti i punti di riferimento dei minori, dalla scuola, ai centri sportivi, alla relazione con gli amici” e si sono ritrovati “a tutte le eta’ abbandonati a se stessi e con gli obblighi di frequenza scolastica su internet, con un grande disagio per loro e per i genitori collocatari – termine che non mi piace perche’ i figli non sono un parcheggio – con ricadute sulla salute degli stessi genitori e bambini, in modo particolare delle mamme” che sono principalmente coloro che hanno la custodia dei figli. Faro della legge e’ proprio quell’articolo 30 della Costituzione che ribadisce “il dovere dei genitori a mantenere, istruire ed educare i figli. Si e’ pensato al bonus baby sitter, ai centri all’aria aperta- ha detto Vivarelli- ma non si e’ pensato a far valere per primo proprio quell’articolo 30 della Costituzione. Facciamo valere prima i doveri genitoriali e anche il diritto dei figli a godere di entrambi i genitori”.

Ed ecco come funzionerebbe la legge: “Attraverso un ricorso accelerato e un provvedimento immediato” si stabiliscono “tempi paritari per padre e madre con un superamento – di fatto – del genitore collocatario. Questo consente al soggetto collocatario, maggiormente donna, di poter lavorare. Si evitano cosi’ anche spostamenti superflui per la salute pubblica. Parliamo sempre di situazioni non patologiche- ha ribadito- in assenza di violenza”. Lo sa bene la consigliera Vivarelli cosa voglia dire occuparsi dei figli come genitore collocatario in questa fase. Mamma di due bambini, non ha potuto lavorare, in questo momento, in Sardegna dove sarebbe dovuta stare “in prima linea” ancora di piu’ ora, e dove con il Garante dell’Infanzia, Grazia Maria De Matteis, si sta dando intanto assistenza a mamme e bambini in difficolta’; ha potuto essere operativa “dalla sede della Regione a Roma. Ha inciso sulla mia prestazione- ha ammesso- e io sono un caso fortunato. Molte donne non sono nella mia posizione e il rischio e’ di tornare a 70 anni indietro sul mercato del lavoro e sull’autonomia“, un tema che secondo la consigliera Vivarelli e’ decisivo “anche nelle situazioni di pregiudizio delle donne, come la violenza”. La speranza e’ che questa legge “attraverso cui il ricorrente agendo in giudizio possa sapere gia’ qual e’ l’indicazione”, che ha visto il sostegno di associazioni impegnate sul tema della bigenitorialita’ e che “non ha colore politico, perche’ fa valere diritti umani,fosse una norma inserita, in sede di conversione in uno dei decreti legge al vaglio” ha concluso la consigliera, perche’ l’emergenza e’ adesso e non c’e’ tempo.

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13 Maggio 2020
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