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Gran Sasso, osservatorio acque: “Rischio inquinamento per 700mila persone”

A causarlo l'Istituto nazionale di fisica nucleare e due gallerie autostradali dell’A24 Roma-Teramo da oltre 10 km ciascuna
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ROMA – Sotto il Gran Sasso ci sono due elementi potenzialmente inquinanti: i laboratori sotterranei dell’Istituto nazionale di fisica nucleare e due gallerie autostradali dell’A24 Roma-Teramo da oltre 10 km ciascuna. L’acquifero che rifornisce circa 700mila persone tra L’Aquila, Pescara e Teramo e’ dunque a rischio. Lo sostiene l’Osservatorio indipendente sull’acqua del Gran Sasso, in una conferenza al Senato promossa anche da WWF, Legambiente, Arci, Mountain Wilderness, Cittadinanzattiva, Guardie ambientali d’Italia, FIAB, CAI e Italia Nostra.

Presente anche la senatrice Loredana De Petris, capogruppo del Gruppo Misto del Senato. In questi giorni sono in discussione la dichiarazione dello stato di emergenza e la nomina di un commissario straordinario governativo. L’allarme e’ ancora più forte alla luce dell’annuncio da parte della Strada dei Parchi SPA della chiusura per il prossimo 19 maggio delle gallerie autostradali. “Una decisione che isolerebbe l’Abruzzo rispetto a Roma- lamentano i rappresentanti di Cittadinanzattiva- spezzerebbe l’Italia in due e renderebbe molto più difficile i collegamenti tra i due versanti. La situazione e’ critica da anni, chiudere l’autostrada sarebbe un danno oltre la beffa”. L’Osservatorio chiede ora risposte “rapide ed efficaci, i nodi ora sono venuti al pettine”.

Anche la Procura di Teramo, lamenta l’Osservatorio, ha recentemente attestato che “nonostante gli oltre 80 milioni di euro spesi gli interventi effettuati durante il commissariamento non hanno, se non in minima parte, risolto la mancanza di impermeabilizzazione nelle gallerie e nei laboratori”. Per questo motivo l’ente chiede accelerazioni nelle procedure, che non vadano a scapito del rispetto della normativa posta a difesa dell’ambiente. “E’ necessaria una messa in sicurezza definitiva e completa, le gallerie siano rese finalmente impermeabili- sostiene l’Osservatorio – lo Stato deve trovare ingenti fonti finanziarie”, almeno 170 i milioni di euro necessari. Infine una richiesta: evitare il modello del commissariamento del 2003. “Serve partecipazione e trasparenza per evitare gli errori di 15 anni fa quando calò un silenzio sulla vicenda”.

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