ROMA – I dissidenti del presidente Putin che cercano di venire – o restare – in Italia per sfuggire ad arresti e persecuzioni in Russia, devono fare i conti anche con le norme burocratiche italiane e con la volontà del governo di restringere ulteriormente la protezione umanitaria. Questo l’allarme lanciato dal Partito democratico che oggi alla Camera dei Deputati ha presentato “Dissenso in Russia”, la proposta di legge scritta insieme all’associazione Memorial-Italia per “definire la particolare condizione in cui si trovano gli oppositori e favorire una loro permanenza ed integrazione in Italia”, come ha detto la deputata Pd Lia Quartapelle in conferenza stampa.
“Sappiamo- ha aggiunto- che ci sono migliaia di vittime dell’aggressione russa contro l’Ucraina: si parla spesso delle vittime ucraine, meno spesso purtroppo di quelle russe“. Ma i dissidenti secondo la deputata “saranno, speriamo, la Russia di domani quindi è importante che il nostro Paese si doti degli strumenti amministrativi per accogliere chi ha il coraggio di opporsi. In questi giorni al Senato- ha continuato- si discute anche la proposta di restringere la protezione umanitaria nonché i casi in cui il nostro Paese accoglie. La nostra proposta quindi chiede di estendere i visti per studenti e studiosi fino al 30 giugno 2024, e di semplificare la procedura di nulla osta per l’accesso al lavoro per i cittidini russi a rischio di persecuzione, evitando il rientro in Russia”. Perché, come spiega Andrea Gullotta, presidente dell’associazione Memorial-Italia, “accedere al visto velocemente è difficile”. Poi, chi richiede il visto deve ottenere il nulla osta all’Ambasciata italiana a Mosca e questo crea problemi a chi è già in Italia per motivi di studio e lavoro e ha il visto in scadenza. “Queste persone- il monito dell’esperto- spesso rinunciano al visto per non dover tornare in Russia ma così rischiano di restare in Italia illegalmente”.
Memorial-Italia è la succursale nel nostro paese dal 2004 dell’associazione russa Memorial, che dal 1989 “è punto fermo della società russa nonostante la repressione sia diventata sempre più forte”, dice ancora Gullotta. “Gli spazi di libertà si sono ristretti dal 2012, con la ‘legge sugli agenti stranieri’, e poi nel 2021, quando Memorial in Russia e il Centro per i diritti umani sono stati chiusi. Continuiamo quindi a esistere all’estero” chiarisce il presidente, che prosegue: “Dall’inizio della guerra in Ucraina Memorial-Italia segue di due emergenze: aiutare gli ucraini da un lato, e i nostri colleghi russi dall’altro”. Perché chi si oppone al Cremlino “rischia il carcere: abbiamo contato 500 prigionieri politici ma riteniamo che siano molti di più”. Gullotta cita poi i “moltissimi detenuti sopposti a punizioni, come Yuri Dmitriev, presidente di Memorial di 68 anni, condannato a 15 anni di reclusione e attualmente in isolamento, il giornalista Ivan Safronov, condannato a 22 anni, mentre è di questi giorni la notizia di nuove limitazioni alla coscrizione: ora la chiamata alle armi arriva per posta elettronica e chi non si presenta è automaticamente incriminato per reato di diserzione. Inoltre, a chi riceve la chiamata è vietato lasciare la Russia”.
Testimone di questa crisi è la docente Ekaterina Lapina-Kratasyuk, che ha lasciato la Russia per aver protestato contro la guerra. “Ringrazio Memorial-Italia e poi l’Università della Tuscia di Viterbo che mi ha accolta, permettendomi di insegnare il russo. Bene questa proposta di legge: sarebbe importante
estendere i visti per gli studenti e i ricercatori russi”.
In conclusione, Quartapelle lancia un appello al governo Meloni, che “sembra dimenticare che il diritto all’asilo è individuale quindi non viene concesso a tutti ma in base alle storie di ciascuno. Non conviene a nessuno lasciare oppositori in situazioni di incertezza: dobbiamo semplificare le procedure per i rifugiati, permettendo alla Russia di domani di radicarsi nel nostro Paese ritrovando la libertà”.




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