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Far fuori il ministro Speranza, la ‘speranza’ di Salvini e Renzi

"I due Matteo sono all'opera e hanno un interesse comune"

Pubblicato:13-04-2021 17:19
Ultimo aggiornamento:13-04-2021 17:20

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Serve discontinuità, il premier Draghi sta cercando di convincere il ministro della Salute, Roberto Speranza, a lasciare il suo posto? “Eddai i mandanti che sperano in questa soluzione questa volta hanno lasciato le loro impronte”, risponde una fonte governativa interpellata sull’indiscrezione che circola nei Palazzi della politica.

“I due Matteo, Salvini e Renzi, sono all’opera, hanno un interesse comune – continua- il primo spera di cambiare ministro, magari di metterci un leghista così adesso che siamo in dirittura d’arrivo può cantar vittoria e portare i risultati al Carroccio; Renzi, ormai ai margini e senza peso politico, deve per forza spaccare il centrosinistra, creare problemi a Letta che sta lavorando a mantenere salda l’alleanza tra centrosinistra e M5S che entrerebbe in crisi dovesse saltare Speranza… A quel punto che fai? Lo sostituisci con un altro esponente di Leu? Tutti capiscono che non è possibile. I due Matteo sono in sintonia, creare problemi e spaccare la coalizione avversaria, ma la loro è speranza vana”.

Sul versante politico nazionale continuano le proteste di piazza. Anche oggi tutte le strade attorno al Parlamento sono presidiate dalle forze dell’ordine per la manifestazione indetta da tutte le associazioni degli esercenti, commercianti, ristoratori e il vasto mondo delle partite iva. Tutti chiedono di riaprire in tempi rapidi, anche se i dati del contagio registrano solo un piccolo calo non ancora da liberi tutti. Ma il tema di quando e come riaprire ormai è argomento comune dei partiti politici. Lega e centrodestra spingono forte ed oggi anche la segreteria del Pd ha rotto gli indugi avanzando queste proposte: “Riaprire il prima possibile, in sicurezza e in modo irreversibile. Varare un decreto imprese, lavoro e professioni per sostenere le attività produttive”. Diversi i pareri dei presidenti di Regione del Pd come Nicola Zingaretti (Lazio) e Stefano Bonaccini (Emilia-Romagna). Mentre Zingaretti lancia un messaggio agli imprenditori e a chi rischia il lavoro sottolineando che l’unico modo per tornare alla vita è andare avanti con il piano vaccinazioni, Bonaccini si augura che il crollo dei contagi e le vaccinazioni possano permettere il prima possibile di vedere, contingentati, ingressi agli eventi sportivi. Anche le ministre Gelmini (Forza Italia) e Bonetti (Italia Viva) si dicono certe che presto si potrà riaprire il Paese.

Da segnalare la forte preoccupazione che arriva dal mondo giovanile. Oggi la rete ITERv ha pubblicato un manifesto “per non far pagare il recovery alla next generation”. Poiché gran parte delle risorse stanziate, affermano, costituisce un debito per le future generazioni “chiediamo che sia inserito nel Piano nazionale di rilancio e resilienza uno specifico pilastro dedicato alle politiche giovanili, con riforme e interventi che abbiano un diretto impatto positivo per gli adolescenti e i giovani, a partire dall’incremento di 60 milioni di euro l’anno del Fondo unico per il welfare dello studente e il diritto allo studio”.

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