La sala del teatro è vuota, ma l’attore recita lo stesso: “Gesto d’amore”

E' successo a Gallarate. Giovanni Mongiano è attore, regista teatrale e drammaturgo con oltre 40 anni di carriera
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ROMA – L’arrivo in città, la ricerca del teatro, la scenografia, il trucco e… poi si apre il sipario e ti accorgi che in sala non c’è nessuno.

“Ma io ho voluto comunque recitare. Ho sempre voglia di recitare“.

Giovanni Mongiano è attore, regista teatrale e drammaturgo con oltre 40 anni di carriera. Dal gennaio 2013 è direttore artistico della compagnia TeatroLieve che gestisce il Teatro Viotti di Fontanetto Po. Non un attore alle prime armi, dunque.

LA STORIA

In questi giorni, però, è finito sulle prime pagine di tutti i giornali, italiani e non solo, per aver recitato davanti ad una platea vuota.

Sabato scorso, teatro del ‘Popolo’ di Gallarate, nel Varesotto, doveva portare in scena un suo testo, con decine di repliche alle spalle, ‘Improvvisazioni di un attore che legge’, uno spettacolo ironico, leggero. Come del resto fa da anni. Ma come non era mai successo, questa volta a vedere lo spettacolo non c’era nessuno.

“A marzo sono stato a Ceccano, ho fatto due repliche ed era tutto esaurito”, ha precisato Mongiano all’agenzia DIRE.

A Gallarate, invece, niente di tutto questo. “Una volta arrivati in teatro e dopo aver preparato tutto, siamo usciti a fare un giro per il paese. E abbiamo visto che non c’erano affatto locandine dello spettacolo. Ho pensato che avevano un loro modo di pubblicizzare. Ce n’erano solo due e sulla porta del teatro. E non erano neanche quelle nostre, quelle ufficiali. C’era pure un errore, perché avevano messo la mia foto con un teschio in mano dando l’impressione che fosse uno spettacolo drammatico”.

Al ritorno in teatro “abbiamo incrociato una coppia e sentendoli parlare ho capito che erano convinti che fosse una tragedia e non uno spettacolo leggero”.

La decisione: “Recito lo stesso”

Una volta arrivato il momento di andare in scena, “mi sono preparato come sempre: training fisico, riscaldamento muscolare e vocale. Intorno alle 21.08 è arrivata la mia assistente che mi fa ‘Non c’è nessuno’. E io ‘Nessuno, quanti?’, ‘Zero’“.

Di fronte alla scelta di andare a casa o meno, Mongiano non ha avuto dubbi: “Ho risposto ‘Recito lo stesso’. Siccome amo i riti, ho fatto il ‘chi è di scena’, il sipario elettrico si è aperto, è andata la musica e ho iniziato”.

Un momento difficile, che avrebbe – forse – abbattuto chiunque.

“Prima di iniziare mi sono detto ‘Mi raccomando, concentrazione e professionalità massima, fai lo spettacolo, fallo per te e come atto simbolico. Avevo voglia di recitare. Come ho sempre. Se potessi lo farei tutti i giorni”.

Lo spettacolo “è diviso in 4 sezioni, ci sono anche 3 ‘bui’ che coincidono con un applauso. È uno spettacolo che vede protagonista un attore di inizio ‘900 e forse quello che è successo è in sintonia con il personaggio. Magari anche per questo ho scelto di andare avanti”.

Scarsa pubblicità da parte del teatro, l’amore per il teatro che viene sempre meno nel nostro Paese. Più di uno, forse, il motivo che si è concretizzato nel teatro vuoto per lo spettacolo di Mongiano.

“A proposito di quello che hanno fatto in teatro, così non funziona, non potrai mai fidelizzare gli spettatori. Io dirigo un teatro, e lavoriamo costantemente, anche sui social e non solo“.

Per Mongiano “c’è un discorso generale, la crisi, la gente che ha altre distrazioni, di altro tipo. Se al mio posto c’era un comico di Zelig, avrebbe riempito sicuramente la sala”. Ma alla base di tutto c’è l’amore per il teatro: “Il sottotitolo del mio spettacolo è ‘Una dichiarazione d’amore verso il teatro‘. E lo devo dimostrare”.

di Adriano Gasperetti, giornalista professionista

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