martedì 14 Aprile 2026

Referendum, Forza Italia in treno da Bologna a Milano per sostenere il ‘sì’

Una cinquantina i militanti al binario 4, dove la delegazione, munita di cartelli e pettorine con il "Sì" e i loghi di partito, è partita in direzione Milano

BOLOGNA – Dall’Emilia-Romagna Forza Italia corre per il “Sì” al referendum. Parte dalla stazione di Bologna Centrale la “Freccia per il Sì”. Una cinquantina i militanti al binario 4, dove oggi alle 9.18 (in realtà 10 minuti dopo, causa treno in ritardo) la delegazione, munita di cartelli e pettorine con il “Sì” e i loghi di partito, è partita in direzione Milano, dove a mezzogiorno si riuniranno i comitati del Nord del partito per un punto stampa.

Alla partenza del Frecciarossa, preceduto da un flash-mob davanti alla stazione, presenti i deputati Rosaria Tassinari e Davide Bergamini, insieme ai consiglieri regionali Valentina Castaldini e Pietro Vignali. “Ottima partecipazione e grande entusiasmo, segno che il tema della riforma della giustizia è sentito e c’è voglia di cambiamento”, commenta a caldo Tassinari. Il “Sì” al referendum “punta a rendere la giustizia “più equa, più moderna e più equilibrata- sottolinea Bergamini- a partire da un principio fondamentale come quello della separazione delle carriere tra magistrati requirenti e giudicanti”.

“Siamo orgogliosi che l’Emilia risponda con entusiasmo- evidenzia Castaldini, coordinatrice Forza Italia Emilia- l’iniziativa di oggi dimostra che questo lavoro ha messo in movimento una rete di persone che credono nella riforma”. Il treno di oggi “unisce, non divide, perché in quest’ultima settimana vogliamo riuscire a fare questo. Magistratura e politica devono guardarsi con rispetto, anche se molte volte questo rispetto è mancato”. In merito alla riforma, aggiunge, “questa non è un’iniziativa di destra ma il completamento della riforma voluta da Giuliano Vassalli avviata con l’introduzione nel 1989 del sistema accusatorio dove accusa e difesa devono stare sullo stesso piano davanti al giudice”. Chiude Vignali, capogruppo in Regione: “È il simbolo di un’Italia che vuole cambiare, la riforma non è contro la magistratura ma serve per esaltare il ruolo dei giudici. Non vuole politicizzare la magistratura, ma vuole, anzi, liberarla dalle correnti”.

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