Pd, Letta: “Sono qui per raccattare i cocci e spalancare la porta”

enrico letta
Enrico Letta, ospite di Propaganda Live su La7, spiega perché ha deciso di diventare segretario del Pd
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ROMA – “C’erano da raccattare dei cocci…“. Così Enrico Letta, ospite di Propaganda Live su La7, spiega perché ha deciso di diventare segretario del Pd. Intervistato da Diego Bianchi, Letta dice di volere “provare a dare una svolta” a “tenere unito” il partito, “ma soprattutto allargarlo, aprire la porta e fare entrare tante persone che stanno fuori”. Il Pd secondo Letta dovrà essere “il baricentro di una politica progressista”.

Dopo 6 anni passati in Francia, assicura l’ex premier, “oggi sono una persona cambiata, sono diverso; non voglio essere quello di prima”. Questa volta, assicura, vuole coinvolgere “i giovani che sono la parte più bistratta del nostro Paese”. Appuntamento quindi a domenica “alle 11.45: farò un discorso con delle proposte, poi apriremo due settimane di dibattito nei circoli”, per portare avanti “idee nuove, persone nuove”.

Letta assicura ancora: “Ho idee nette e forti, non voglio vivacchiare ma imprimere una svolta: io sarò conseguente con quelle parole, chiederò di votare quelle parole perché la parola conta, non voglio l’unanimità perché nell’unanimità spesso si celano i non detti”.

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MI È CAMBIATA LA VITA, LA POLITICA CE L’HO NEL CUORE

“La verità è che la politica io ce l’ho nel cuore. E poi la pandemia ci ha cambiato tutti, la comunità conta di trovare le giuste soluzioni e bisogna sapere che le dobbiamo trovare insieme. Questa è la politica”, aggiunge Letta. “Lunedì- continua- io stavo organizzando gli spostamenti del mio ufficio, questa settimana mi ha cambiato la vita”.

PRIMA DELL’IDEA DI PARTITO CONTA L’IDEA DI PAESE

“Non voglio essere quello di prima. Io arrivo molto determinato a questa nuova svolta della mia vita. Negli altri ho fiducia vera e sono convinto che ho ragione ad avere fiducia”. E conclude: “Il partito è uno strumento del paese, quindi prima di dire che idea si ha del partito bisogna dire che idea si ha di paese”.

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