Coronavirus, le regole per gli anziani per superare l’emergenza

Intervista a Luca Cipriani, primario di Geriatria della Asl Roma 1
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ROMA – Evitare i luoghi affollati, stare in casa e limitare gli spostamenti allo stretto necessario e alla giusta distanza. Sono questi, in sintesi, i consigli che il ministero della Salute ha voluto dare alle persone anziane, la fascia di popolazione maggiormente colpita dall’emergenza di questi giorni.

“Gli anziani in questo momento sono la fascia più a rischio di complicanze da infezione da Coronavirus mentre quelle più esposte, sono i figli o nipoti, ovvero tutti coloro che per lavoro hanno più contatti sociali e potenzialmente occasione di entrare a contatto con il virus. L’anziano essendo meno mobile è poco esposto di per sé. Il rischio per lui può essere involontariamente rappresentato da un familiare che gli porta a ‘casa’ il virus“. Con queste parole Luca Cipriani, primario di Geriatria della Asl Roma 1, fa chiarezza sulle tante notizie che si sono susseguite in questi giorni. E per chi temesse di essere stato contagiato come distinguere i sintomi tra la ‘banale’ influenza e l’infezione da Coronavirus? “In realtà i sintomi iniziali sono gli stessi dell’influenza. In ogni caso- precisa l’esperto- è bene chiamare il proprio medico di famiglia. In linea generale bisogna mantenere la calma e capire se l’anziano è entrato in contatto con qualcuno portatore del virus altrimenti non esiste questo rischio”.

Le direttive ministeriali raccomandano di stare a casa in questo momento di emergenza e ridurre al minimo i contatti sociali. “Certo ma laddove si renda necessario- aggiunge Cipriani- è giusto recarsi dai propri cari per portare la spesa o sincerarsi del loro stato di salute, ma sottolineo, di tenersi a giusta distanza, un metro e 80 e indossare le protezioni“.

“Se il nonno o la nonna sono attivi e non riescono a stare a casa che possono fare? Il giro dell’isolato con il cagnolino si può fare ma attenendosi a tutte le regole. Tutto questo consentirà agli anziani e non solo di arrivare in sicurezza alla fine di questa emergenza”.

Le app e social aiutano i giovani e medio giovani a non sentirsi scollegati gli uni dagli altri in un momento così particolare come quello vissuto in questi giorni, dove il Coronavirus ci ‘costringe’ a rimanere in casa. Ma gli anziani che vivono maggiormente la solitudine possono conclude il geriatra: “Restare connessi se si possiede un profilo Facebook o WhatsApp sul cellulare è possibile. Il problema è per coloro che hanno un certo grado di disabilità e devono essere aiutati e supportati dai cargiver. Chi non può contare su una rete familiare in questo momento potrà sentirsi sicuramente più solo. Perciò più telefonate del solito ai nonni per innescare contatti virtuali. E quando gli portiamo la spesa insegniamo loro, se possibile, ad usare la tecnologia. E’ il momento di far diventare i nonni degli ‘smart nonni'”.

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13 Marzo 2020
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