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Roma, ecco la nuova sede Istat a Pietralata: vince lo studio Abdr

La nuova “Città della statistica” sorgerà in un’area tra via dei Monti Tiburtini e via dei Durantini, nel cuore del cosiddetto Sdo
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ROMA – Lo studio Abdr Architetti associati si è aggiudicato ieri, con l’apertura delle buste, la realizzazione della nuova sede dell’Istat a Pietralata. La nuova “Città della statistica” sorgerà in un’area tra via dei Monti Tiburtini e via dei Durantini, nel cuore del cosiddetto Sdo. Prende finalmente corpo, dunque, la nascita di quel Sistema direzionale orientale atteso dalla città da decenni e che ora, pezzo dopo pezzo, vedrà nascere, oltre alla sede dell’Istat, edifici de La Sapienza, la futura torre che ospiterà il quartier generale delle Fs e altre torri direzionali, il tutto a poca distanza dalla nuova sede della Bnl e dalla stazione Tiburtina, realizzata sempre dalla Abdr di Paolo Desideri e soci. Abdr potrebbe fornire il progetto definitivo entro l’anno. L’area destinata alla “Città della Statistica”, dove troveranno posto le attuali otto sedi dislocate all’interno del Comune di Roma in diversi edifici, di proprietà e non, dell’Istat, si trova accanto alla stazione della linea B Quintiliani. Una preziosa condizione che garantisce alla nuova sede il fondamentale requisito di consentire una accessibilità a ridotto costo ambientale.

L’attenzione alle relazioni con la città e con i suoi flussi ha indirizzato le strategie progettuali, con l’obiettivo di contribuire, attraverso il disegno degli spazi pubblici, ad una migliore qualità complessiva dell’ambiente urbano. Il progetto della nuova sede unificata è impostato secondo criteri di “apertura e permeabilità” in modo da consentire una grande flessibilità d’uso delle attività annesse agli uffici, così che queste possano essere condivise ed accessibili anche da esterni. La forma dello spazio pubblico e dell’edificio che lo delimita sono in forte relazione di continuità con l’importante asse, sottolineato dalla presenza di un portale scultoreo, che identificherà l’accesso alla zona (denominata A dagli strumenti urbanistici) da via dei Monti Tiburtini.

L’edificio, così concepito, nel dialogo con gli spazi aperti, concorre ad offrire una nuova identità più fruibile all’intero contesto, ponendosi in questo modo come promotore e creatore di una flessibile nuova centralità urbana. Secondo i progettisti, oltre ad Abdr che è la capogruppo della cordata ci sono lo studio Valle Progettazione, la Proger, e la Manens Tifs, il progetto proposto per la “Città della Statistica” risponde alle esigenze esposte nel DPP ed integra le indicazioni normative e della variante del Piano Particolareggiato.

“Flessibilità, benessere organizzativo e gestionale e rispetto dell’ambiente- ha spiegato Paolo Desideri- sono utilizzati come principi fondativi per creare una nuova sede che favorisca lo scambio e l’arricchimento professionale dei dipendenti Istat attuali e futuri e la realizzazione di ambienti a misura d’uomo caratterizzati da un alto livello di comfort lavorativo.

L’architettura del nuovo edificio dovrà misurarsi ed esprimere, attraverso l’organizzazione degli spazi e la sua forma, questi obiettivi e i caratteri innovativi che ne definiscono l’identità. E’ dunque attraverso una particolare attenzione agli spazi pubblici e collettivi e ad un approccio che mette al centro l’ambiente, interno ed esterno, che si propone un approccio coerente con quanto indicato dalle linee guida dell’Istat”.

L’organismo edilizio è composto da due corpi principali fuori terra, il Basamento e l’Edificio destinato agli Uffici, e da due piani interrati. Il progetto è stato elaborato con alcuni obiettivi:

-Rispettare in maniera assoluta i dettati normativi del Piano di assetto Sdo inclusi gli aspetti riguardanti gli allineamenti e le geometrie prescrittive inserite nel Piano. Per il raggiungimento di questo obiettivo il progetto non adotta come matrice figurativo/progettuale dei piani basamentali tutte le geometrie presenti sul lotto, incluse quelle di tipo trasportistico (come ad esempio gli innesti degli accessi carrabili) o di tipo urbanistico (come ad esempio le indicazioni prescrittive in merito alla presenza dei portici sui lati ovest e sud) e quelle di tipo edilizio, quali le altezze massime raggiungibili o le geometrie del prescritto cortile interno.

– Assicurare la più efficace riconnessione dello spazio pubblico esterno al lotto con quello nuovo configurato nel progetto a servizio delle funzioni “collettive” previste nel bando di concorso (Biblioteca, Centro Congressi, Area Ristoro, Archivio Storico, Asilo Nido e Palestra).

Si tratta di un’importante estensione dello spazio pubblico realizzata nel lotto che si estende a riunificare in un’unica esperienza spaziale le aree prescritte per i portici, alle quali si aggiunge una superficie di circa 7.200mq prevalentemente coperta dal soprastante piano basamentale. Questa vera e propria piazza parzialmente coperta rappresenta anche lo spazio pubblico nel quale riconfluiscono, prima dell’ingresso, i flussi pedonali provenienti dai diversi modi di accesso: quello carrabile dal sottostante parcheggio pubblico e pertinenziale; quello del trasporto pubblico proveniente dalla stazione della Metro Quintiliani; quello pedonale proveniente dal trasporto su ferro lunga percorrenza della Stazione Tiburtina. – Assicurare uno spazio pubblico di grande pregio ambientale dedicato prevalentemente agli addetti interni. Si tratta della grande “piazza/parco” posizionata alla quota +9.00 che ricollega in esterno tutte le dotazioni di servizio interne della nuova sede Istat, come ad esempio le sale per la formazione. La piazza/Parco si affaccia in doppia altezza sulla piazza pubblica posizionata a quota 0.00 sfruttando il vuoto del cortile interno prescritto dal Piano di Assetto. Il progetto prevede specifiche scelte vegetazionali in grado di assicurare le migliori condizioni di protezione all’irraggiamento solare delle facciate interne ed una complessiva caratterizzazione ambientale del nuovo complesso. – Assicurare al progetto una certificazione Leed di livello GOLD, prevedendo le più appropriate tecniche di risparmio energetico anche attraverso l’adozione delle più avanzate strategie bioclimatiche per il nuovo edificio. In termini generali il progetto prevede sia sistemi di protezione per irraggiamento solare diretto per tutte le facciate del nuovo edificio, sia sistemi di accumulo e cessione rilasciata del carico termico accumulato, sia sistemi di bioclimatica passiva fondata su loop convettivi (passive heating and cooling). – Assicurare spiccate caratteristiche di qualità dell’ambiente lavorativo attraverso l’adozione sistematica di space planning degli ambienti interni, ed attraverso una speciale attenzione alla distribuzione interna ottenuta attraverso specifica modellazione dei flussi pedonali interni. – Assicurare al nuovo complesso spiccata identità e iconicità architettonica, grazie all’alternarsi della trasparenza e dell’opacità delle 4 facciate principali. Le due facciate che prospettano e delimitano lo spazio pubblico principale sono state pensate come una cristallina sovrapposizione di piani che mette in evidenza, per trasparenza, il lavoro e l’attività lavorativa giornaliera dell’Istituto di Statistica.

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