Pd, un partito occupato… al cellulare

ROMA - Dopo Renzi, i suoi racconti e gli slogan che hanno tenuto banco per anni su quanto eravamo fortunati
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ROMA – Dopo Renzi, i suoi racconti e gli slogan che hanno tenuto banco per anni su quanto eravamo fortunati ad essere governati così, i cittadini italiani hanno detto basta. Soprattutto al Sud il popolo in massa ha urlato ” ‘O presepe num me piace” e votato M5S.

Il Pd ha preso una batosta che lo ha messo al tappeto ed ora, chi è rimasto, si sta interrogando sul da farsi. Serve un po’ di tempo, per ragionare, per vedere le mosse dei due vincitori: Salvini il nuovo leader del centrodestra e Di Maio capo del popolo grillino.

Saltato Renzi, si è deciso di passare la guida del partito, di quello che resta, al vicesegretario Maurizio Martina, in attesa dell’assemblea nazionale del prossimo aprile. In quella sede si deciderà se eleggere subito un nuovo segretario, senza i tempi lunghi del Congresso.

Sarà confermato Martina? Non credo. Tra ‘renziani’ già fioccano commenti del tipo “Tutti meno Martina”… che la dice lunga sulla reale volontà di aspettare, senza far nulla, il futuro che ritorna. E a bordo campo già si scalda Matteo Richetti.

Ieri la direzione si è svolta a porte chiuse, ed è stato proprio il Pd a diffondere alcune immagini della riunione per gli organi di stampa. Ecco, a guardarle si capisce immediatamente dove sta il problema del Pd: i dirigenti, mentre Martina parla, stanno al cellulare. Quasi fosse inutile ascoltarlo.

Ecco una prima indicazione per risollevarsi e ritrovare un rapporto con quanti se ne sono andati: staccare il cellulare, guardare in faccia chi hai di fronte, ascoltare lui e quando è necessario avanzare soluzioni. Quando un gruppo dirigente non sta nemmeno ad ascoltare il suo segretario che volete pensi la gente comune? Che il Pd  è occupato… non dai problemi dei cittadini,  ma al cellulare.


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